Made in Italy

  • Sembra quasi di passeggiare per le vie di una Bologna vicina e lontana, attraversata da intellettuali, scienziati, artisti, artigiani e commercianti operosi e intenti a costruire le fortune della città, mentre ascoltiamo il racconto dei 125 anni della Gioielleria Ferdinando Veronesi & Figli. Le vicende della vostra famiglia s’intrecciano, infatti, con quelle di molti bolognesi che hanno contribuito alla storia della città, e non solo. Il racconto incomincia da una bottega, e sempre dalle botteghe nascono grandi imprese. Come la vostra, che quest’anno celebra un anniversario molto

  • Nato a San Giovanni in Persiceto il 26 gennaio 1931, lei ha trascorso la sua infanzia tra Malalbergo e San Venanzio (oggi Unione Reno Galliera, n.d.r.), in provincia di Bologna, e quel significante “albergo”, sinonimo di accoglienza, è diventato una costante nel suo itinerario imprenditoriale: accogliere la trasformazione.
    Sarà lungo questo spirito che lei fonderà il Gruppo Zanhotel, con i quattro hotel Regina, Tre Vecchi (entrambi nel centro storico di Bologna), Europa e Zanhotel & Meeting Centergross.
    Attualmente, è il più grande Gruppo della Città

  • Dalla galleria di base del Brennero – il tunnel ferroviario in costruzione più lungo al mondo con i suoi 64 chilometri – al tunnel del Moncenisio, che collegherà Francia e Italia, fino alla galleria Santa Lucia sulla tratta Bologna-Firenze, dove sta operando la più grande EPB shield d’Europa (Earth Pressure Balance è una tecnologia di tunnelling per il bilanciamento della pressione terrestre), con i suoi 16 metri di diametro: saranno soltanto alcuni degli interventi infrastrutturali di cui si parlerà al World Tunnel Congress (WTC), l’appuntamento mondiale dedicato all’ingegneria e alla

  • La storia dell’Appennino bolognese dimostra come sin dall’antichità i suoi abitanti non hanno perso occasione per trarre profitto dalle sue ricchezze naturali.
    Come nel caso delle ferriere per la produzione di attrezzi utilizzati nella lavorazione del legno e della terra, che sfruttavano la forza motrice delle acque del fiume Reno, o delle famose carbonaie, in cui si metteva a frutto l’abbondanza di boschi. È notevole come la natura e le condizioni ambientali favorissero il vento dell’impresa… La produzione di carbone di legna in tutta la montagna dell’Appennino

  • “È possibile far durare e crescere una rassegna di un genere musicale nobile ma unanimemente considerato ‘di nicchia’ per ventun anni di seguito (trentuno nel 2018, n.d.r.), convincere le autorità di una tranquilla cittadina termale a mutarne la toponomastica per farvi figurare una via Otis Redding e un Rufus Thomas Park, convocare svariate decine di stelle del passato prossimo e remoto della black music principalmente per soddisfare una propria passione personale? La domanda è tutt’altro che retorica: benvenuti al Porretta Soul Festival”. Questa è solo una delle tante

  • Il comune dell’Alto Reno Terme fa parte della città metropolitana di Bologna ed è sede amministrativa dell’Unione dell’Alto Reno, ente montano che aggrega i comuni dell’Alto Reno Terme, Camugnano e Lizzano in Belvedere. Istituito nel gennaio 2016, è compreso nella categoria dei cosiddetti comuni sparsi in seguito alla fusione dei territori comunali di Porretta Terme, attuale capoluogo, e Granaglione.
    Situato nell’Appennino tosco-emiliano nella valle del fiume Reno e al confine con la provincia di Pistoia, il comune è caratterizzato da una variegata geomorfologia, che, nella

  • Quando attraversiamo una galleria o un ponte che ci consentono di raggiungere una città o il luogo di un appuntamento in tempi brevi, oppure quando prendiamo la metropolitana, può capitare di pensare agli uomini che hanno lavorato per mesi o per anni alla costruzione di quelle infrastrutture che migliorano la nostra vita quotidiana. Se all’ingresso di questi accessi sotterranei fosse apposta una sorta di legenda delle imprese che hanno contribuito alla costruzione di tutto questo per noi, troveremmo scritto anche il nome del Gruppo Palmieri. Nato nei primi anni settanta, fra la valle

  • Fondata nel 1976, la sua azienda è leader mondiale nella produzione di macchine trapiantatrici di ortaggi, tabacco e vivai, con una quota export stabile attorno all’80 per cento. Quanto ha inciso nella produzione delle vostre macchine agricole operare in un territorio fortemente vocato alla manifattura? Avere la sede in Emilia Romagna, nella provincia di Bologna in particolare, e quindi conoscere le potenzialità della miriade di imprese che operano attorno alla nostra, ci ha consentito di dedicare gli investimenti e il nostro tempo alla progettazione e alla produzione di prototipi

  • “Quando ci impegniamo al 100 per cento e facciamo tutto quello che è possibile e anche di più… quando lavoriamo come matti per raggiungere il massimo, senza avere abbastanza tempo, senza avere le risorse, senza avere l’esperienza… Se alla fine otteniamo l’80 per cento, io sono contento”. Incomincia così la Storia di un sogno (edizioni Arteimmagine) del bambino che voleva costruire l’auto più bella del mondo e che, nel 1999, presenta la Zonda C12, il suo ottavo progetto che, come tutti gli altri, è dedicato alla moglie Cristina.

  • Il 22 maggio scorso è stato inaugurato a Bologna il nuovo stabilimento F.I.V.E., Fabbrica Italiana Veicoli Elettrici, con la partecipazione straordinaria del Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti. Ma F.I.V.E. è assurta agli onori delle cronache già da qualche anno, quando è stata segnalata come uno dei primi casi nazionali d’inversione di tendenza, delocalizzando la produzione dalla Cina in Italia. L’industria italiana delle due ruote elettriche che ha aperto i battenti a Bologna prelude forse alla nascita della nuova “Bike Valley”?