Politica

  • Con il referendum del 23 giugno scorso per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, l’euroscetticismo che si sta diffondendo in Europa ha raggiunto un obiettivo importante. Secondo i dati previsionali della Commissione europea, riportati dal “Sole 24 Ore” del 27 gennaio 2015, anche in Polonia si registra un forte blocco alternativo contro le politiche di Bruxelles: dopo le elezioni parlamentari dell’ottobre 2015, il gruppo euroscettico Conservatori e Riformisti Europei è cresciuto al 37,58 per cento ed è diventato il partito egemone.

  • Quando si parla di fondi strutturali europei a favore della Polonia, occorre tenere conto che la raccolta di denaro da parte dell’Unione europea avviene tramite i dazi doganali, mentre in precedenza, prima del trattato istitutivo della Comunità europea, le dogane incassavano per conto dello stato. La Polonia è riuscita a ottenere una parte cospicua di fondi perché si è avvalsa con precisione delle normative, come in passato l’Olanda, e partecipa ai cosiddetti paesi virtuosi, che richiedevano il 100 per cento dell’importo ottenibile e lo spendevano con adeguata rendicontazione. Diversamente

  • L’opposizione tra quantità e qualità, sorta con Aristotele e accentuatasi con il discorso scientifico da Cartesio al XIX secolo, è valsa a riconoscere un primato alla quantità finalizzata alla quantificazione, all’algebra e alla geometria: una quantità sottoposta ai concetti di misurabilità, di regolarità, di ricorrenza, di continuità, cui sfuggirebbe la qualità. Questa dicotomia ha comportato un freno per la ricerca scientifica del Novecento che, come testimonia Daniel Lerner nella sua prefazione al libro Qualità e quantità e altre categorie delle scienze (Bollati Boringhieri), ha

  • L’ambizione è una droga che fa di colui che vi si dedica un demente in potenza”, scriveva il filosofo Emil Cioran, stigmatizzando il modo corrente di intendere l’ambizione, come quel che consentirebbe, al pari di una sostanza, di gestire, padroneggiare, dominare la propria vita. Così ognuno avrebbe la propria ambizione, ambizione soggettiva, ora funzionale alla riuscita, ora foriera della sconfitta. Come scrive Niccolò Machiavelli: “Ma l’ambizione dell’uomo è tanto grande, che, per cavarsi una presente voglia, non pensa al male che è in breve tempo, per risultargliene”.

  • Quali sono le sue valutazioni dopo la fine dell’embargo a Cuba?

  • Le norme che presiedono alle verifiche fiscali esigono che la Guardia di Finanza interloquisca e comunichi con chi è sottoposto a verifica. Eppure, il recente processo contro Armando Verdiglione è iniziato il 18 novembre 2008 con una verifica della Guardia di Finanza che era tutt’altro che una verifica fiscale: le guardie che hanno indagato nelle varie sedi delle società del Gruppo si sono rifiutate di comunicare in alcun modo con l’imprenditore.

  • L’attuale attacco giudiziario contro Armando Verdiglione non è incominciato con il normale controllo fiscale che ha portato al processo, ma partecipa di una vicenda iniziata intorno alla metà degli anni ottanta, che denota un’ostilità a vasto raggio nei confronti di un attore importante della cultura. Non sono psicanalista, quindi non ho interesse a difendere una scuola anziché un’altra: considero il modo con cui Verdiglione opera e lo confronto con la prassi, le abitudini, le regole e le convenienze con cui operano gli intellettuali all’interno della nostra società. Mi riferisco al mondo

  • Vorrei dare una breve testimonianza di simpatia e di riconoscenza nei confronti di Armando Verdiglione, con cui ho collaborato per tanti anni, a partire dal 1983, partecipando a un congresso che si è tenuto a Gerusalemme dal 6 al 9 dicembre di quell’anno, organizzato dal Movimento Freudiano Internazionale. È un tipo di collaborazione che prosegue da molti anni, senza nessun contratto, quindi senza tutti quei risvolti giudiziari che vorrebbe attribuire il tribunale a qualsiasi incontro fra le persone: non abbiamo mai avuto problemi di tipo giudiziario, perché c’è sempre stato un rapporto

  • Mentre inizio a parlare avverto da parte vostra – e ve ne sono grato – una grande disposizione all’ascolto. Una sensazione del tutto diversa rispetto a quando sono andato a testimoniare nell’ultimo processo contro Armando Verdiglione. Lì, ho avvertito una predisposizione preconcetta, un atteggiamento già orientato contro quel che la parola chiede di più: l’ascolto. Senza ascolto, la parola è morta, anzi, non è neppure più parola. Mi sono chiesto che cosa andavo a dire in questo tribunale. Non sono in grado di entrare nel particolare degli aspetti giuridici, anche se capisco che c’è una

  • Lei è al secondo mandato come assessora alla cultura a Vignola. Quali aspetti differenziano le due esperienze amministrative?
    Principalmente si tratta di una differenza di natura politica: all’epoca del primo mandato, ero rappresentante di un piccolo partito nell’ambito di una coalizione, ora sono rappresentante di una lista di cittadini all’interno di una coalizione civica che, per la prima volta in sessanta anni, ha spodestato un grande partito e ora è alla guida della città con un programma di grande trasformazione in ciascun settore della vita pubblica.
    Un’altra