Politica

  • Intervista di Sergio Dalla Val

    Nel suo intervento al Festival della modernità (22-25 giugno 2006, Villa San Carlo Borromeo, Milano Senago), lei diceva che l’Occidente non capisce che l’attuale politica russa può essere pericolosa…

    Il regime che sta governando in Russia è una vera minaccia per l’Europa e la sua civiltà. Non esito a paragonarlo al regime di Stalin, che per molti anni è stato pericoloso per l’intero Occidente. Hanno, infatti, qualcosa in comune.

  • Intervista di Sergio Dalla Val

    Questa intervista ci è stata rilasciata al Festival della modernità il 22 giugno 2006, alla Villa San Carlo Borromeo, di Milano Senago. Prima della pubblicazione di questo numero, il 6 ottobre scorso, Sam Mhlongo è scomparso, in seguito a un incidente automobilistico. Ma la sua battaglia prosegue, anche con la nostra rivista.

    Come potrebbe intendersi la modernità per il Sudafrica?

  • Intervista di Anna Spadafora

    Grazie al Consorzio APICE, abbiamo sentito parlare di Porticon, l’associazione per il restauro dei portici di Bologna, di cui lei è coordinatrice. Quando è nata e come?

  • In tutti i miei film il problema dell’identità è centrale. In Vai e vivrai, in Africa c’è una madre cristiana condannata a morte insieme al figlio. Per salvare il bambino, deve infiltrarlo in un gruppo di profughi ebrei, spingendolo a mentire sulla propria identità. Per cui questo bambino mentirà, andrà in Israele, perdendo la sua identità, dicendo di essere ebreo. Oggi stiamo imparando a conoscere una ricchezza del nostro mondo: il meticciamento o la mescolanza. Ma siamo a metà strada, abbiamo paura e non sappiamo se il meticciamento identitario, la mescolanza, ci salverà.

  • Per l’artista calligrafo giapponese Yu-Ichi Inoue (1916-1985), scrivere caratteri era l’unica ragione di vita. Nel suo lavoro, i caratteri sono tracciati come se l’artista avesse voluto verificare le idee che proiettava nei segni. Anche se ridotta a un unico ideogramma, con Yu-Ichi la scrittura fa scaturire il pensiero di colui che scrive. Procedimento che si situa distantissimo dalla calligrafia tradizionale, erede di una storia di tremila anni, il cui insegnamento egli decise di rinnegare nel 1955. Nei trent’anni successivi, fino alla sua morte, si dedicò unicamente alla scrittura e,

  • Ho letto il libro di Massimo Mola, Come ascoltare gli edifici, e sono contento di conoscerlo questa sera. È un libro che consiglio caldamente e che mi ha richiamato alla distinzione tra buon senso e senso comune, che affanna noi amministratori in molti casi. È un libro che esprime posizioni ragionevoli e informate sui diversi temi dell’edilizia, su come affrontare il tema del controllo edilizio e del rispetto delle norme, e che costituisce una lettura utile, che trasmette un approccio ragionevole e informato ai problemi della cura della città e degli edifici che abitiamo. Questa

  • La prima cosa che mi ha impressionato del libro di Massimo Mola è il titolo, Come ascoltare gli edifici. Non mi stupisce che un lettore del “Resto del Carlino”, questa mattina, chieda al giornalista che cosa significhi questo titolo. Si ascolta chi parla, quindi, potremmo pensare a una metafora, a un modo di dire un po’ inconsueto, a una sorta di animismo: parlano gli alberi, le città e così via. Ma io penso che non si tratti di una metafora: l’idea che anche gli edifici parlino è da prendere alla lettera. Secondo un concetto filosofico ottocentesco, lo spirito degli uomini può

  • Intervista di Sergio Dalla Val

    Perché le piante, soprattutto arboree, sono fondamentali per la vivibilità nelle città?

    Prima di tutto perché, se in mezzo alle zone cementificate non sono presenti zone alberate e giardini con molte piante, l’estetica generale delle città è estremamente danneggiata. Sono state selezionate specie di piante particolarmente belle che, ammalandosi poco, sono adatte a resistere nelle zone più inquinate delle nostre città. Quindi, piazze, strade, viali hanno la possibilità di diventare belli e accoglienti anche per i turisti, con piante nuove

  • Intervista di Anna Spadafora

    Quali sono i criteri con cui Coop Costruzioni lavora in modo da ascoltare le esigenze degli edifici, oltre che del contesto e dell’ambiente in cui gli edifici si trovano?

    Sia negli edifici che progettiamo, costruiamo e vendiamo noi, sia in quelli che costruiamo per committenti pubblici o privati, il criterio della qualità è una costante. Abbiamo sempre un grande rispetto per l’ambiente, per non parlare della sicurezza nei cantieri, tipica, a mio avviso, delle cooperative in generale. Ci distingue anche il nostro approccio alla committenza

  • Prendendo le mosse dall’argomento di questo forum internazionale (Brainworking. Il cervello dell’impresa, Confindustria Modena, 25 novembre 2005), vorrei sottolineare una specificità del nostro paese: come sappiamo, il nostro paese ha una struttura economica basata sulle piccole e medie imprese, ha pochissime grandi imprese e quasi tutte operanti a ridosso della politica statale o comunque al riparo dalle tariffe e dai controlli statali; sono imprese del settore della comunicazione o delle vie di comunicazione, autostrade e così via, ma che, senza il sostegno dello Stato, non