Carla Marzetti

  • Al laboratorio Valsambro lei ha elaborato la nutribiotica, che viene affiancata al “gut screening”, il test per il controllo della flora di protezione. Di che cosa si tratta? La nutribiotica è l’alimentazione che sostiene il microbiota. Più precisamente, sostiene la corretta presenza delle famiglie della flora di protezione, i bifidobatteri e i lattobacilli.
    Con il “gut screening” verifico quale sia la famiglia più deficitaria e propongo una dieta ad hoc che le sia di sostegno.
    Per la carenza dei bifidobatteri, la dieta consigliata è ricca di alimenti come cicoria, cipolla

  • Qualche anno fa, da queste pagine lei parlava delle tecniche innovative e dei test avanzati in uso nel laboratorio di analisi Valsambro. A questo riguardo, le chiedo del “gut screening”, il vostro test per la flora intestinale.
    Per la nostra salute l’intestino ha la stessa importanza delle radici per l’albero: se funziona bene, anche il sistema immunitario e gli altri organi lo fanno, perché c’è una stretta correlazione tra loro. I metaboliti dei batteri patogeni intestinali, ad esempio, sono in grado di irritare il sistema cardiocircolatorio; il dismicrobismo intestinale può

  • Nel laboratorio Val Sambro effettuate un tipo particolare di analisi: l’aromatogramma. Di che cosa si tratta?

    L’aromatogramma è un metodo di misura in vitro del potere antibatterico degli oli essenziali, che esprime l’attività antimicrobica degli oli essenziali verso un determinato ceppo patogeno di batteri o funghi. Gli oli essenziali possono bloccare alcune funzioni metaboliche del germe come la crescita e la riproduzione, oltre a determinare la lisi dello stesso. Le essenze impiegate per eseguire tutti gli aromatogrammi devono far parte di una stessa partita debitamente

  • Nel laboratorio di analisi Val Sambro, avete messo a punto una particolare tecnica di analisi del sangue. Può dirci qualcosa al riguardo?

  • Lei ha fondato e dirige tuttora il laboratorio di analisi Val Sambro, che da anni studia le intolleranze alimentari. Può dirci qualcosa della sua ricerca?

    Già venticinque anni fa avevo capito che lo studio delle allergie non bastava a rispondere in modo adeguato ai quesiti dei pazienti, quindi ho cercato qualcosa di più avanzato, prima sul mercato italiano e, in un secondo momento, all’estero, in particolare in Inghilterra, dove ho trovato il test citotossico, che viene eseguito sui leucociti, mentre si osserva al microscopio la reazione e i danni che gli alimenti possono