Sergio Dalla Val

  • Quel che, da Aristotele ai giorni nostri, è stata chiamata scienza è piuttosto un discorso sulla scienza, costituito da un susseguirsi di rappresentazioni, modelli interpretativi, paradigmi, prodotti da una miriade di discipline il cui numero è in continuo aumento. Questo discorso doveva fare presa sulla realtà, prendere le cose in un sistema sempre più unitario e totalizzante, puntando a una comprensione generalizzata. L’etimo di scienza rimanda alla radice ski, tagliare, dividere, ma questa divisione è un frazionamento: questo discorso deve comprendere prima dividendo in unità

  • Il convegno Come ascoltare gli edifici (Cappella Farnese, Municipio di Bologna, 20 aprile 2006), di cui pubblichiamo in questo numero ampi brani, ha preso spunto dal libro con lo stesso titolo, elaborato da Massimo Mola, che lavora nelle istituzioni che verificano l’applicazione delle normative edilizie e perseguono i reati in questa materia. Il libro è sorto da una conversazione di un giorno e mezzo tra Mola, Armando Verdiglione e alcuni redattori della casa editrice Spirali. Il suo titolo è intrigante: presuppone forse che gli edifici parlino una lingua loro propria, ci

  • Il recente forum dal titolo Brainworking. Il cervello dell’impresa (Confindustria Modena, 25 novembre 2005), di cui pubblichiamo in questo numero alcuni interventi, è stato l’occasione per reincontrare Emilio Fontela, che nel 1997, nel libro Sfide per giovani economisti (Spirali), parlò per primo del brainworker,  citando il termine di un programma della Comunità Europea elaborato da R. von Gizycki e W. Ulrich, pubblicato in Germania nel 1988. Già allora risultava uno statuto differente da quello del consulente, dell’esperto, del formatore della sociologia o degli

  • Quando si discute di temi come il cuore o il cervello, ognuno pensa che si tratti di una questione per specialisti, per cui delega il problema agli operatori della salute, fiducioso che questi capiranno tutto, sapranno tutto, si metteranno d’accordo e daranno all’utente, paziente e passivo, gli opportuni farmaci per farlo stare bene, o meglio. Questa delega è stata incoraggiata dalla stessa corporazione medica, che spesso si ritiene l’unica depositaria di un sapere, cui è vietato l’accesso: così per ogni “disturbo”, ma anche per una dieta, occorre rivolgersi allo specialista.

  • Non c’è politico, giornalista, operatore turistico che non auspichi, esalti, esiga, ostenti tolleranza e ospitalità. In Emilia Romagna, in particolare, vengono date per scontate: gli amministratori pubblici si sono sempre proclamati alfieri della tolleranza, mentre l’industria turistica, dalle città d’arte agli alberghi della riviera romagnola, ha dipinto l’ospitalità come una virtù naturale degli abitanti di queste zone.

    Eppure, proprio in Emilia Romagna, emergono segnali inquietanti: dalla crisi del turismo nella riviera adriatica ai provvedimenti di ordine pubblico, con le

  • Mostrare, celare. Celare per mostrare meglio, mostrare per celare meglio. Definire l’immagine, manipolarla, epurarla. Vale più la cosa o la sua immagine? A più di mille e trecento anni dallo scontro tra iconoclasti e iconoduli, tra chi proibiva l’immagine e chi l’adorava, quale partita si gioca intorno al valore? Sarebbe immediato rispondere: il potere come tale, quindi invisibile, si rende visibile in valori simulati, espliciti, spettacolari. E l’immateriale dovrebbe divenire la sostanza del valore e dello scontro sul valore: il valore dell’impresa sarebbe il valore della sua immagine

  • Mercoledì 24 agosto è deceduta Mariella Sandri, autrice e responsabile della redazione di Ferrara di questa rivista. Pubblichiamo il testo che il nostro direttore ha letto a San Bartolomeo in Bosco (FE), il 27 agosto, durante le esequie.

  • Tra una guerra mediatica e un reality show, dal paradiso esotico all’inferno burocratico, l’avventura sembra essere diventata appannaggio dello spettacolo, dunque dell’ordinario: un’avventura facile, gestibile, tutto compreso, anche in campo erotico, non si nega a nessuno, purché circoscritta, sancita da trofei e attestati. Avventura senza rischio, contro il quale occorre creare sempre nuovi sistemi di protezione, identificato com’è con un pericolo mortale sempre più localizzato, qui nel mercato e nella globalizzazione, lì nell’Islam e nella Cina. Viene proposta così l’

  • Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto”: dobbiamo al Rinascimento, in particolare a Ludovico Ariosto, l’irruzione delle donne nel testo occidentale. Donne nella parola, donne protagoniste del romanzo e dell’avventura, non più sacerdotesse o arpie, dee o muse, come nella mitologia greca. Dissipati i regni d’Atena e di Medusa, il cattolicesimo, con donne che parlano ai pontefici come Caterina o che edificano monasteri come Chiara, aveva aperto la breccia, ma è con il rinascimento delle arti e delle invenzioni, dei mercanti e dei banchieri

  • Da dove viene la differenza? Dove trovarla? Chi la detiene? Come farne una proprietà? È meglio includerla o escluderla? Nel discorso occidentale porre la morte come limite delle parola ha comportato che la differenza fosse il segno della sopravvivenza: “Tutti sono uguali dinanzi alla morte, nella vita ognuno si differenzi”. È questa la piccola differenza, differenza relativa, differenza tra l’uno e l’altro. È la diversità, per esempio dei modi di essere, di arrangiarsi, di campare.