Cifrematica

  • La città come civitas esiste soltanto in seguito all’instaurazione dell’Altro, mentre la città come polis, come comunità fondata sulla politica del luogo comune, da Platone e Aristotele fino a oggi, si è risolta in un ideale di partecipazione al governo sulla città, in cui la città diviene di tutti, di pochi, di molti, ma mai dell’Altro. Tutt’al più, la politica del luogo comune ha economizzato l’Altro, socializzandolo nella dicotomia amico/nemico, universo/diverso, sano/malato. Anche in questi giorni, non è raro che politici di varie provenienze appoggino l’impresa

  • “Perché osservi la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello e non scorgi la trave, che è nell’occhio tuo? E come puoi dire al tuo fratello: «Fratello, permetti che io ti levi la pagliuzza che è nell’occhio», non vedendo la trave che hai nel tuo occhio? Ipocrita! Leva prima la trave dal tuo occhio; ed allora vedrai di togliere la pagliuzza, che è nell’occhio del tuo fratello”.

     

    (Matteo, 7, 1-5)

     

  • Occorrerebbe, dopo Essere e tempo di Martin Heidegger, scrivere un libro dal titolo Cielo e tempo. Come sarebbe l’opera di Heidegger e di tanta filosofia, se i filosofi avessero trovato il cielo?

    Rispetto al cielo, vivere e morire non hanno senso. Ciò di cui si accorge il discorso ossessivo. Mentre il discorso schizofrenico tenta di costruirne il segno. A modo suo. In maniera artistica.

    Questo preambolo per azzardare una risposta all’invito di Sergio Dalla Val di inviare uno scritto breve per il numero sul

  • Il termine Brainworker viene ufficialmente divulgato per la prima volta nel rapporto preparato per il programma FAST della Comunità Europea elaborato da R. von Gizycki e W. Ulrich The Brain-Workers (Oldenburg Verlag, Monaco, 1988) e giunge in Italia con la pubblicazione del libro di Emilio Fontela Sfide per giovani economisti (Spirali, 1997). In questo saggio, l’economista del Club di Lisbona di cui in questo numero pubblichiamo un testo inedito, tra le caratteristiche di questo “lavoratore di cervello”, tipico della nostra era, evidenzia la creatività, l’

  • Il 1991, in Italia, è stato un anno molto importante per quanto attiene a due elementi rilevanti della società civile: le istanze sociali e il mondo del lavoro, soprattutto di quello giovanile, poiché ha visto nascere un nuovo tipo d’impresa, sancito da due leggi dello stato italiano. Il nuovo tipo d’impresa è l’impresa sociale e le leggi che la regolamentano e ne delineano i termini sono la 266/91 e la 381/91. Si tratta di leggi quadro, specificate attraverso ulteriori leggi da ciascuna Regione, a cui è stato attribuito un ruolo particolarmente significativo di

  • Tra le molte opere di cui Marco Maiocchi è autore, vi è un libro edito da Franco Angeli sulla programmazione strutturata. L’ho letto circa quindici anni fa quando, nell’ambito della programmazione, c’è stata una svolta straordinaria con il linguaggio Pascal, che ha introdotto un nuovo modo, un nuovo stile nella scrittura dei programmi, chiamata proprio “Programmazione Strutturata”. Questo stile sottolineava l’esigenza del rigore sia nella sintassi sia nella formalizzazione. Ma non basta la programmazione strutturata per concludere al Bel Programma.

  • Il discorso occidentale insiste molto sulla salute con grandi investimenti per l’assistenza e la prevenzione, coadiuvati da campagne pubblicitarie e trasmissioni televisive per informare sul pericolo di malattia. La salute oggi, nelle società occidentali, è tra i problemi più importanti in assoluto, ma questi media e l’apparato sanitario stesso procedono veramente da una questione di vita o di morte, o pongono la questione nei termini della sopravvivenza? La salute è sopravvivenza alla malattia, o è istanza di qualità della vita?

  • La parola è originaria, con la sua difficoltà e la sua semplicità. La parola è originaria, quindi, non c’è chi possa padroneggiarla. La parola facile non esiste, non è mai esistita, né mai esisterà. Chi non parla oggi, chi accetta un compromesso oggi, in vista di un posto garantito da cui parlare sia facile domani, si fa suddito, soggetto della mortificazione, della pena come minimo comune ultimo male necessario.

  • Intervista di Sergio Dalla Val

    Lungi dall’essere un’entità immutabile, l’impresa di ciascuno si trova in una trasformazione incessante, quasi in un viaggio di cui temiamo di perdere la direzione. Quale cervello, quale dispositivo per questo viaggio?

     

    Occorre che in nessun modo e in nessun istante noi siamo tratti dall’indifferenza che è la suprema forma d’euforia, quella che preclude il viaggio stesso. Con l’euforia noi siamo, non facciamo, non viaggiamo. Con l’euforia siamo oltre il

  • Il Nord e il Sud, rappresentati come luoghi, sembra siano in guerra. In una mitologia germanica, soprattutto illuministico-romantica, il nord, solare e civile, è visto in opposizione al sud, oscuro e barbaro. Dove conduce questo modo di affrontare la questione? Alla guerra. Il nord e il sud, posti in relazione tra loro, escluso il terzo, l’Altro, si trovano agli opposti, nel conflitto gnostico tra il bene e il male. E la guerra diviene infinita perché ognuno dei due poli crede di incarnare il bene in lotta contro il male. Una lotta mortale e mortifera. Questa dicotomia manicheistico-