Cifrematica

  • Oggi si celebrano i trent’anni delle attività del gruppo editoriale da cui è sorta Spirali (si veda il sito www.spirali.com) e mai come ora constatiamo l’esistenza di dispositivi di cultura e di arte, dispositivi delle cose che, dicendosi, facendosi e scrivendosi, giungono alla riuscita e all’edizione. Inventare con ciascuno dispositivi che si rivolgono alla qualità è la scommessa di chi sempre più, nell’impresa, nella famiglia, nella scuola, non si pone alternative, ma la fede assoluta nella riuscita. Perché la salute, come istanza della qualità, poggia sulla riuscita, non viceversa.

  • Jillie Collings, autrice del libro Il cuore senza chirurgia, non è soltanto una giornalista, perché in questo libro svolge il compito d’insegnante e di educatrice in materia di salvaguardia della salute. L’autrice c’indica alcune nostre incongruenze a tale proposito: la prima riguarda la serie d’informazioni che noi richiediamo a parecchie fonti, spesso opposte, prima d’investire il nostro denaro – la nostra ricchezza – e, contrariamente, il senso di fiducia fatalistica di cui investiamo il medico o i medici cui affidiamo la nostra salute o la guarigione da una

  • Intervista di Sergio Dalla Val

    Perché un congresso internazionale di cifrematica dal titolo “Stress. La clinica della vita”?

     

  • Questo numero prende spunto dal dibattito suscitato a Bologna e in altre città dalla pubblicazione del libro di Gianni Verga, Come avere cura della città (Spirali), e ne propone, tra gli altri, alcuni testi. Più che commenti al libro, sono testimonianze, proposte, programmi di protagonisti dell’impresa che è più implicata dalla città: amministratori, urbanisti, ingegneri, architetti, impresari, qui interpellati in uno statuto intellettuale, non professionale o di categoria. In particolare, amministratori e imprenditori di Milano, Bologna e Parma che, dopo le elezioni, si trovano a

  • Milano

    Fra le tue pietre e le tue nebbie faccio

                   villeggiatura. Mi riposo in piazza                                

    del Duomo. Invece di stelle                                       

    ogni sera s’accendono parole.                                    

    Nulla riposa della vita come                                      

  • Il significante cura, a partire dal positivismo, era stato attribuito in modo pressoché esclusivo al campo medico e alle prerogative di chi ne praticava la professione. Chi curava non poteva essere che medico. Freud, tra i primi, mise in discussione questa esclusività, prospettando una cura che poteva essere condotta da non appartenenti a tale categoria professionale e arrivando a scrivere un libro, Il problema dell’analisi condotta da non medici. Ma è stato con autori che si sono affermati negli ultimi cinquant’anni, come Foucault, Ivan Illich, per molti

  • Da dove vengono le cose? Dove vanno? Da dove vengono le merci? Dove vanno? Le cose vengono da oriente e vanno verso occidente lungo un itinerario assolutamente artificiale, assolutamente intellettuale che viene dalla tradizione e va verso l’invenzione. Questo itinerario inaugurato dal va e vieni incessante delle merci, delle donne, degli uomini, è un viaggio nella parola, per questo non è spaziale, non è geometrico e non è visivo. È il viaggio temporale, non temporaneo: è l’itinerario delle cose che si fanno e che stanno tra l’avvenire e il divenire.

  • La città come civitas esiste soltanto in seguito all’instaurazione dell’Altro, mentre la città come polis, come comunità fondata sulla politica del luogo comune, da Platone e Aristotele fino a oggi, si è risolta in un ideale di partecipazione al governo sulla città, in cui la città diviene di tutti, di pochi, di molti, ma mai dell’Altro. Tutt’al più, la politica del luogo comune ha economizzato l’Altro, socializzandolo nella dicotomia amico/nemico, universo/diverso, sano/malato. Anche in questi giorni, non è raro che politici di varie provenienze appoggino l’impresa

  • “Perché osservi la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello e non scorgi la trave, che è nell’occhio tuo? E come puoi dire al tuo fratello: «Fratello, permetti che io ti levi la pagliuzza che è nell’occhio», non vedendo la trave che hai nel tuo occhio? Ipocrita! Leva prima la trave dal tuo occhio; ed allora vedrai di togliere la pagliuzza, che è nell’occhio del tuo fratello”.

     

    (Matteo, 7, 1-5)

     

  • Occorrerebbe, dopo Essere e tempo di Martin Heidegger, scrivere un libro dal titolo Cielo e tempo. Come sarebbe l’opera di Heidegger e di tanta filosofia, se i filosofi avessero trovato il cielo?

    Rispetto al cielo, vivere e morire non hanno senso. Ciò di cui si accorge il discorso ossessivo. Mentre il discorso schizofrenico tenta di costruirne il segno. A modo suo. In maniera artistica.

    Questo preambolo per azzardare una risposta all’invito di Sergio Dalla Val di inviare uno scritto breve per il numero sul