Cifrematica

  • Nel libro Il virus totalitario. Guida per riconoscere un nemico sempre in agguato (Rubbettino), Dario Fertilio offre una lettura del virus totalitario, procedendo da un’analisi delle ideologie e delle fantasmatiche dei totalitarismi. Questo libro è diviso in quattro parti: la natura del virus, la teoria del virus, il virus in azione e la parabola del virus. L’autore nota come la natura virale del totalitarismo intervenga già nei suoi prodromi, favorendo quelle complicità che ne stabilizzano l’egemonia.

  • Giovanni Angioli ha scritto un libro di grande rilievo: La chiave comune. Esperienze di lavoro presso l’Ospedale psichiatrico Luigi Lolli di Imola (La Mandragola). Lo ringraziamo per essere venuto a discuterne nella nostra libreria. Si tratta di un libro testimonianza, che narra una vicenda umana e professionale straordinaria, dipanatasi lungo gli ultimi decenni del novecento, svolta sia come missione sia come reinvenzione di un lavoro difficile e di grande responsabilità.
    Giorgio Antonucci, accanto a Angioli, protagonista assoluto di questa vicenda e purtroppo

  • Le legislazioni permeate dall’ideologia illuministico-romantica sostengono il principio di uguaglianza per “gli uomini”, che “nascono e rimangono liberi e uguali”, secondo la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, o per “tutti i cittadini”, che “sono uguali davanti alla legge”, secondo la Costituzione italiana del 1947. Nel primo caso questa uguaglianza sociale dipende dalla nascita, nel secondo dalla legge, davanti a cui i cittadini diventano tutti e, in quanto tutti, sono uguali. La legge così doppia la natura, è la nuova nascita: l’homo

  • L’etimo di realtà, il latino realitas, ci riporta a res, cosa. La cosa pubblica a Roma. La cosa in sé di Kant. L’esser-cosa della cosa di Heidegger. La cosa freudiana di Lacan. La cosa è l’essere? La cosa è il linguaggio o è nel linguaggio, dimora dell’essere? In Duns Scoto la realitas non era la realtà esteriore, era l’esse in re della cosa: già nel XIII secolo il Doctor Subtilis indicava che la realtà vincola la cosa all’essere, all’ontologia, non a quel che appare. Confermava così il discorso occidentale, secondo cui, fin da Aristotele (“Non tutto

  • “Gli antichi sovrani si comportavano nei confronti dei sudditi esattamente come il potere coloniale. Dal momento in cui conquista un paese straniero, il colonizzatore incomincia a svalutare la lingua locale affinché gli indigeni svalutino se stessi e si astengano dal pensare a una libertà che non meritano e che non si addice loro”.

  • Lo storytelling del politicamente corretto inneggia all’importanza dell’utile: fioccano gli inviti a fare qualcosa di utile, per se stessi e gli altri, o a rendersi utile, collaborando per il bene comune. I più audaci invitano a mirare all’utile, purché, beninteso, non contrasti con l’etica sociale e non sia confuso con il profitto, cui viene quasi sempre attribuito l’aggettivo “ingiusto”, soprattutto se si tratta di utili d’impresa. L’importante è che non ci sia qualcosa di inutile o di inutilizzabile: le campagne contro lo spreco, così in voga, esigono che le cose siano utili,

  • Sarà ricordata come la più grande operazione di cambio di valuta della storia, l’introduzione dell’Euro, la moneta che, dal gennaio 2002, è utilizzata dai milioni di cittadini dei paesi dell’Unione Europea. La moneta unica, come l’istituzione del mercato unico, avrebbe dovuto sancire la comune identità del continente. Negli intenti delle istituzioni europee, questa comunanza doveva costituire la via sicura per favorire la crescita economica e elevati tassi di occupazione, oltre a una maggiore efficienza e una solidità economica. Tuttavia, questi risultati non sono stati raggiunti, come

  • Quando i sociologi parlano di modernità, l’associano al pluralismo sostenendo che oggi, rispetto all’antichità in cui la vita era segnata da circostanze sociali e familiari senza alternativa, l’uomo è libero di scegliere. Secondo questo stereotipo, la modernità implicherebbe la possibilità e la padronanza sulla scelta. Questo concetto è stato avallato e supportato dalle nuove tecnologie, investendo anche il modo di intendere la comunicazione. Infatti, la comunicazione è immediatamente associata al web e al concetto di rete, intesa come diffusione orizzontale delle informazioni a cui “

  • L’idea di comunità come condivisione, in particolare dei doni e delle funzioni (in latino munus è dono, tributo, onere) è riscontrabile già nel II secolo a.C. nella comunità ebraica degli esseni, a cui, secondo Ernest Renan e altri, sarebbe appartenuto anche Gesù Cristo. In questa comunità monastica ante litteram, tutto era in comune, condiviso: un comunismo basato sulla comune credenza. L’agape, l’eucarestia rituale, era un loro rito, che la comunità cristiana proseguirà nella comunione, assieme al concetto di comunità, come testimoniano gli Atti degli apostoli: “Tutti coloro che

  • Nel Trattato della pittura, Leonardo da Vinci scrive: “Quelli che s’innamorano della pratica senza la scienza sono come i nocchieri che entrano in naviglio senza timone o bussola, che mai hanno certezza dove si vadano. Sempre la pratica deve essere edificata sopra la buona teorica, della quale la prospettiva è guida e porta, e senza questa nulla si fa bene”.
    Seguendo questa indicazione di Leonardo, nell’organizzazione di questo convegno (Come l’arte e la cultura trasformano la famiglia, l’impresa e la città a Vignola, Rocca di Vignola, 9 aprile 2016), mi sono posto il