Arte

  • Quello che noi oggi chiamiamo rivoluzione di paradigma è stato introdotto da Leonardo da Vinci. È cambiato il paradigma del sapere, anche se purtroppo solo in parte. Qual è stata questa rivoluzione? Ne parlo per mostrare che è di grande attualità e la riepilogo con una sua battuta famosissima: “Sono un uomo senza lettere”, diceva. Che cosa voleva dire? Che era un ignorante? Ovviamente no, ma che il suo sapere non nasceva dai discorsi. Il cambiamento di paradigma, l’altro modo di guardare il sapere che nasceva nelle botteghe della Firenze del Quattrocento – non nelle Università, ma nelle

  • Il Lions Club Bologna Archiginnasio non avrebbe potuto essere insensibile al convegno di questa sera e per questo ha offerto la propria collaborazione organizzativa. Infatti, la denominazione del nostro club ben evidenzia il legame con questa prestigiosissima struttura che è l’Archiginnasio e la cui edificazione, come sappiamo, è stata voluta proprio da Carlo Borromeo nel periodo in cui è stato legato pontificio a Bologna.

    In anni precedenti, il nostro club ha dato importanti contributi all’Archiginnasio, sia per il restauro di alcune formelle deteriorate dal tempo e dagli eventi

  • Due degli stemmi dei legati pontifici, vice legati e governatori – succedutisi alla guida della nostra città in circa trecentocinquant’anni – dipinti nella Sala Urbana (o Sala degli Stemmi) del Palazzo d’Accursio a Bologna, appartengono a san Carlo Borromeo, che fu legato pontificio di Bologna ben due volte. Il primo stemma recita: “San Carlo Borromeo Cardinal, nipote di Papa Pio IV, legato 1560”. Nel secondo si legge: “San Carlo Cardinal Borromeo, di nuovo legato, 1565”. La data che c’interessa è il 1560: il 16 aprile fu nominato e il 10 giugno prese possesso della carica. È opportuno

  • Spinalamberti, ora Spillamberto. Nella storia della Badia di Nonantola ho confutata la volgare tradizione che il nome di Spina Lamberti fosse dato a questo luogo perché ivi fosse ucciso l’anno 898 l’Imp. Lamberto”. Così scrive Girolamo Tiraboschi (1731-1794) nel suo Dizionario topografico storico degli stati estensi (Modena, 1824-5, postumo).

    Tuttavia, proprio a Spilamberto, l’Imperatore è ricordato nel nome dell’associazione “Ordine dei Cavalieri di Lamberto”, fondata nel 1995, che ogni anno attribuisce il premio “Lamberto d’oro” a chi si è particolarmente distinto per qualità umane

  • O la borsa o la vita? La borsa, la vita. Con la borsa che non si oppone alla vita, perché non è un sacco ma figura dell’apertura, come si quotano gli umani? Con quali forze, con quali denari, con quali titoli? Come si qualificano, si valorizzano, si cifrano le cose? Prendere quota, a bassa quota, la quota parte. Con la borsa della vita importa la quotazione di ciascuno, anziché il prezzo di ogni uomo. Altrimenti la quota diventa algebrica, risulta quoziente, frutto di una divisione algebrica, di un frazionamento.

  • Per l’istanza della cultura e dell’arte, con il rinascimento, le donne entrano in scena. La cultura come invenzione e l’arte come variazione comportano la questione donna come questione di un altro funzionamento della parola, quindi, come questione dell’irruzione del nuovo. Lungo la via della cultura e dell’arte, le donne si sottraggono allo stereotipo di costituire un insieme indifferenziato, tranne per i ruoli alternativi della madre e della figlia o della strega e della santa, e intraprendono un percorso e un cammino verso la qualificazione della vita.

  • Sono molto contenta di partecipare a questo dibattito, anche per le novità emerse. Parlare delle artiste in occasione della presentazione di libri belli e seri, come Angelica Kauffmann (1741-1807) di Giuseppe Ardolino, o della preparazione di tesi di laurea, porta sempre a scoprire cose nuove e a far crollare gli stereotipi, come, ad esempio, quello che le artiste del passato siano state “povere donne”. Più studiamo il fenomeno, più ci accorgiamo che le donne hanno avuto una capacità straordinaria di gestire il loro destino. Questo deriva da tanti fattori, legati a un’

  • Al successo di Angelica Kauffmann hanno indubbiamente contribuito sia le incisioni tratte dalle sue opere da parte di numerosi incisori d’après, più o meno noti, sia le incisioni da lei realizzate in prima persona. Le incisioni d’après sono ispirate ai suoi dipinti, o sono riprodotte da disegni appositamente realizzati dalla pittrice, e generalmente hanno soggetti ispirati alla letteratura classica e sua contemporanea. Le incisioni per cui essa seguiva la trascrizione su lastra sono, per la maggior parte, ritratti. Angelica si è dedicata all’attività incisoria fin dalla prima

  • Il restauro dei dipinti è una disciplina molto complessa, condizionata fortemente da numerosi fattori: differenti tecniche esecutive adottate dagli artisti, materiali impiegati, ambiente conservativo, movimentazione, eventuali interventi di restauro effettuati. Tutti questi elementi determinano la peculiarità di ciascun dipinto, anche se di mano di uno stesso artista o proveniente dalla medesima bottega. 

    Alla luce di questo, si evince l’importanza di un approccio su misura alla conservazione e al restauro, guidato dalla comprensione profonda dell’oggetto su cui si andrà a

  • Mi limiterò a dire da quali ragioni sono stato spinto a scrivere il libro Angelica Kauffmann (Spirali, 2008). Io ho grande ammirazione per gli autorevoli colleghi che si sobbarcano la fatica di portare a termine monumentali monografie sui massimi campioni della storia dell’arte, però, preferisco percorrere strade meno battute.

    Qualche anno fa, ho scritto il libro Le impressioniste, perché una storia completa delle pittrici che hanno partecipato all’avventura impressionista non esisteva. Come non esisteva uno studio organico sui pittori italiani che hanno operato in