Arte

  • Nella clausura prevale il silenzio del mondo, affiora l’interiorità. Ha il valore di un chiudersi in se stessi per un viaggio di scoperta e di formazione. Le monacazioni più o meno forzate sono diventate romanzo ben prima di Diderot e di Manzoni, prima che emergessero come problema sociale. 

    Suor Juana Ines de la Cruz, nel secolo d’oro della letteratura spagnola, sceglie il silenzio solo quando il vincolo del potere la costringe a rinunciare a scrivere.

    La clausura non è soltanto la segregazione monastica, ma la condizione esemplare della poesia contemporanea. Il poeta

  • Nella ricerca per il libro che sto scrivendo, dal titolo Oltre le mura del silenzio, intorno ai monasteri femminili nell’area reggiana e modenese, mi hanno colpito la quantità di monasteri femminili, di gran lunga superiori a quelli maschili, l’importanza strategica, politica e sociale di alcuni di loro, l’importanza economica e la vastità di proprietà terriere di taluni. Il monastero risulta non solo un’istituzione radicata nel contesto politico e socio-economico del territorio, ma luogo di formazione, produzione e scambio al di là dei vincoli della clausura che ne imponevano

  • Nelle sue opere in vari paesi si avverte la forte tensione sperimentale che la porta a esplorare le virtù espressive e tecnologiche dei materiali. La Casalgrande Ceramic Cloud è la sua prima opera nel nostro paese e le ha dato modo di esplorare un materiale insolito per un’opera d’arte: la piastrella in ceramica…

    Sono molto soddisfatto della realizzazione di questo progetto. Ancora una volta, ho dovuto constatare la qualità dell’abilità tecnica italiana, da una parte, e la qualità della tecnologia italiana, dall’altra. In Italia, l’abilità tecnica fa parte della cultura

  • Ammirando la bellissima Casalgrande Ceramic Cloud del maestro giapponese Kengo Kuma, illuminata dalla luce che lei ha progettato, si ha l’impressione di ascoltare due artisti che s’incontrano e raccontano ogni volta una storia differente, a seconda del momento della giornata e delle condizioni atmosferiche. Lei lavora con i più grandi architetti, artisti e musei del mondo. Fino a che punto nei suoi progetti la luce diviene materia dell’architettura? 

  • L’arte contemporanea è spesso mossa da una furia iconoclasta erede dell’arte concettuale, dove non importa tanto l’immagine quanto l’idea, che si suppone preesista all’opera. In questo approccio, lo spazio è inteso come un contenitore da riempire o da lasciare vuoto, ma sempre partendo dal presupposto che l’artista sia colui che lo trasforma, il demiurgo che plasma la materia attraverso un percorso di sofferenza soggettiva, di cui rimarrebbe traccia nell’opera, che perciò assume un carattere di reliquia. Eppure, il nostro paese vanta l’ottanta per cento del patrimonio artistico

  • Qual è la situazione attuale del mercato immobiliare?
    Il mercato immobiliare è stato tra i più colpiti dalla crisi economica e questo ha comportato una trasformazione che si sta rivelando più profonda di quanto ci si aspettasse in un primo momento. In Italia, le cose si complicano anche perché la legislazione di riferimento resta inadeguata e le lungaggini burocratiche non accennano a diminuire, anzi, si potrebbe dire che la crisi in ambito immobiliare abbia radici culturali strettamente connesse alla gestione economica e finanziaria del territorio.

  • Basta dare un’occhiata intorno e l’arte sembra trionfare: le grandi mostre si riempiono di visitatori, le città “d’arte” traboccano di turisti, le banche fanno a gara per finanziare i restauri di palazzi, porte e chiese, anche a Bologna, dove i cittadini con una sottoscrizione senza precedenti salvano dalla rovina la Basilica di Santo Stefano. A prima vista, tutti amano l’arte, tutti vogliono che la città sia bella, e le associazioni s’impegnano per questo con il volontariato. Anche per la cultura, c’è un gran daffare: i dibattiti si moltiplicano, gli incontri internazionali fungono da

  • Nell’introduzione al suo libro Dio, la materia, l’arte, Alessandro Taglioni scrive: “Dove sta l’arte? Oggi, non più dove stava prima. Prima, cioè nel Quattrocento e nel Cinquecento. Ciò che avviene nell’arte cosiddetta contemporanea è la decadenza che ha inizio con la reazione al rinascimento. E, allora, dove sta, dopo tutti i distinguo che sono intervenuti? L’idea della morte di dio, della morte dell’uomo, della morte della materia, della morte dell’arte ha prodotto interrogazioni speculari il cui risultato è la tabula rasa pop concettuale. [...] Una volta c’era la pittura ‘di

  • Esiste un discorso sull’arte, nell’ambito di quello che chiamiamo discorso occidentale e che ne raccatta i luoghi comuni. Fra essi, luogo comune per antonomasia: il soggetto. Negli scritti di estetica, Hegel ci parla, appunto, del soggetto: il soggetto dell’arte, il soggetto artista che, in un viaggio spirituale, dapprima interiore e poi esteriore, arriva all’emergenza della propria piena soggettività che ha nell’arte il suo migliore mezzo di espressione. Si tratta di un’idea libertina e romantica, facile e, quindi, accettata in ogni epoca.

    Nel libro La materia, Dio, l’arte

  • Non c’è migliore omaggio al lavoro artistico di Marco Castellucci di questo libro, L’acquerello di Dio (Spirali), che raccoglie i suoi acquerelli dal 1990 al 2008, compiendo la lettura di un itinerario ricco di talento, rigore e intensità.

    Marco Castellucci non è un pittore professionista, è un artista che coglie la chance del tempo fuori orario: in una giornata da dirigente nel settore editoriale, fra gli incontri con i clienti, le telefonate con i fornitori, le firme di nuovi contratti, non mancano le pennellate su un foglio bianco. “La tecnica dell’acquerello mi è stata