Cervello dell'impresa

  • Intervista di Sergio Dalla Val

    Perché un congresso internazionale di cifrematica dal titolo “Stress. La clinica della vita”?

     

  • Questo numero prende spunto dal dibattito suscitato a Bologna e in altre città dalla pubblicazione del libro di Gianni Verga, Come avere cura della città (Spirali), e ne propone, tra gli altri, alcuni testi. Più che commenti al libro, sono testimonianze, proposte, programmi di protagonisti dell’impresa che è più implicata dalla città: amministratori, urbanisti, ingegneri, architetti, impresari, qui interpellati in uno statuto intellettuale, non professionale o di categoria. In particolare, amministratori e imprenditori di Milano, Bologna e Parma che, dopo le elezioni, si trovano a

  • Milano

    Fra le tue pietre e le tue nebbie faccio

                   villeggiatura. Mi riposo in piazza                                

    del Duomo. Invece di stelle                                       

    ogni sera s’accendono parole.                                    

    Nulla riposa della vita come                                      

  • Intervista di Anna Spadafora

    Dalla testimonianza che emerge leggendo il suo libro, Il più bravo degli asini, nell’impresa che costruisce valore importano soprattutto gli uomini che fanno l’impresa. In che modo l’esempio giova alla direzione di un’impresa verso la qualità?

     

  • In 24 anni di attività ho conosciuto davvero molte imprese e molti titolari (ma in fondo nella realtà economica della nostra regione, impresa e titolare non costituiscono forse una stessa entità?), gente laboriosa, intraprendente, impegnata più ad investire per fare progredire l’azienda che a guadagnare. Persone che nella loro capacità di innovare, di crescere, hanno costruito e continuano a costruire il loro futuro e quindi anche il futuro della nostra città e della nostra provincia. In alcuni casi ho approfondito con loro un rapporto non solo freddamente lavorativo ma fatto di scambi

  • Intervista di Anna Spadafora

    Spesso si pensa che la finanza sia senza cervello, oppure che il cervello sia il controllo, il dominio, la facoltà di padroneggiare uomini e capitali. Secondo Lei, esiste un cervello della finanza che non sia l’eminenza grigia, ma l’intendimento, il dispositivo di direzione?

  • Intervista di Anna Spadafora

    Emilio Fontela, nel suo intervento all’Università di Modena, ha cercato di fare una fotografia delle imprese dell’Emilia Romagna in cui c’è, o potrebbe esserci, brainworking, lavoro di cervello…

  • Occorrerebbe, dopo Essere e tempo di Martin Heidegger, scrivere un libro dal titolo Cielo e tempo. Come sarebbe l’opera di Heidegger e di tanta filosofia, se i filosofi avessero trovato il cielo?

    Rispetto al cielo, vivere e morire non hanno senso. Ciò di cui si accorge il discorso ossessivo. Mentre il discorso schizofrenico tenta di costruirne il segno. A modo suo. In maniera artistica.

    Questo preambolo per azzardare una risposta all’invito di Sergio Dalla Val di inviare uno scritto breve per il numero sul

  • Il termine Brainworker viene ufficialmente divulgato per la prima volta nel rapporto preparato per il programma FAST della Comunità Europea elaborato da R. von Gizycki e W. Ulrich The Brain-Workers (Oldenburg Verlag, Monaco, 1988) e giunge in Italia con la pubblicazione del libro di Emilio Fontela Sfide per giovani economisti (Spirali, 1997). In questo saggio, l’economista del Club di Lisbona di cui in questo numero pubblichiamo un testo inedito, tra le caratteristiche di questo “lavoratore di cervello”, tipico della nostra era, evidenzia la creatività, l’

  • La nozione di lavoro in economia sta cambiando. Occorre ormai distinguere tra un lavoro puramente strumentale, nel quale un determinato sforzo umano è messo in relazione con un risultato produttivo, e un lavoro in cui la produttività s’identifica con l’apporto umano e ciò che viene prodotto è un servizio personale. Questa è la nozione di lavoro-prodotto, che deriva dalla trasformazione della produttività per l’introduzione di criteri qualitativi. È il prodotto che qualifica il lavoro. Partendo da questa idea, ci sono grandi categorie di attività che possono essere