Cifrematica

  • Nulla è immobile, fisso, stabilito, fatto, detto, scritto. Ciascuna cosa, ciascuna impresa, ciascuno di noi si trova in viaggio, un viaggio senza origine, senza ritorno, senza fine. Viaggio nella parola, viaggio delle cose nella parola, viaggio di ciascuno di noi nella parola. Nulla di stabilito: stabile, dal latino stabilis, poi stabilum, stalla, poi stabilimento. Altra cosa la fabbrica, l’assenza di luogo dell’industria; altra cosa l’azienda, l’assenza di luogo dell’azione. Nel viaggio della parola nulla è detto: “Lui ha detto così” vale, idealmente, a sospendere la

  • Ognuno immagina che la tentazione sia diabolica perché offrirebbe la sostanza per la riuscita facile. “Questo mi tenta”, oppure “Suvvia, non tentarmi”: così, la sostanza crea il soggetto tentato, che saprebbe o no difendersi dalla tentazione. Soggetto eroe, che resiste, che vive nel principio di ragione sufficiente e del minimo male necessario. Un soggetto, in definitiva, dappoco, come scrive Mark Twain nel saggio Seguendo l’equatore: “Ci sono parecchie difese valide dalla tentazione, ma la più sicura è la viltà”. Di tutt’altra natura la tentazione senza resistenze e difese, la

  • Nel libro In direzione della cifra. La scienza della parola, l’impresa, la clinica è condensata un’intera vita di studi, di analisi, di idee e di intuizioni di uno studioso, Sergio Dalla Val, che tanto ha scritto nella sua carriera e che ora ha ritenuto di enunciare organicamente i frutti finora raccolti. La densità dello scritto è tale che, nella lettura, ci si trova di fronte a una specie d’inevitabile moltiplicazione dei contenuti: accanto a quelli annunciati con rigorosità di ragionamento e con grande ricchezza di collegamenti e citazioni, si sviluppano inevitabilmente anche

  • La casa, l’azienda, la scuola, il municipio, la chiesa: edifici in cui nasce, cresce, vive la città. Dopo il terremoto del 20 e 29 maggio in Emilia, questi edifici non possono più essere considerati punti fermi. Sono in viaggio, come ciascuno di noi, hanno bisogno di essere ascoltati, nelle loro crepe, nelle loro debolezze, nei loro sforzi dovuti all’eccessivo carico, hanno bisogno di attenzione e di cura come mai era avvenuto prima. 

  • Responsabilità, capacità, efficacia sono significanti che sembrano completamente spariti dallo scenario civile, culturale, economico e finanziario. Nell’irresponsabilità e nell’incapacità di ognuno, a dettare legge e a stabilire l’etica sembrano rimasti la crisi, i mercati, la speculazione, come se fossero personificazioni, soggetti agenti, forze oscure, quasi divinità ineluttabili. Gli stessi fenomeni meteorologici vengono nominati e personificati: l’aumento della temperatura è chiamato Caronte, poi Minosse. Siamo tornati ai tempi dell’antica Roma, in cui, anziché “piove”, si diceva “

  • Parafrasando quanto scrive Jorge Luis Borges in Una vita di poesia (Spirali), il carisma (dal greco charisma, dono) è il dono che riceve chi si dispone all’ascolto e così può accogliere ciò che diviene poesia. Chi avrà il piacere di leggere In direzione della cifra. La scienza della parola, l’impresa, la clinica (Spirali) di Sergio Dalla Val troverà tale dono, perché questo libro è frutto dell’ascolto, dell’obbedienza al testo di grandi scrittori, scienziati e filosofi di vari paesi, che l’Autore ha incontrato nell’arco di quarant’anni: oltre allo stesso Borges, Eugene

  • Il libro di Sergio Dalla Val, In direzione della cifra. La scienza della parola, l’impresa, la clinica (Spirali), non è un manuale che spiega cosa bisogna fare o come stanno le cose: le cose non stanno affatto, le cose accadono, avvengono e divengono. Nel libro c’è scrittura dell’esperienza.

  • Il libro di Sergio Dalla Val, In direzione della cifra. La scienza della parola, l’impresa, la clinica (Spirali), è testo da leggere e da rileggere, per chi si accosta per la prima volta, e anche per chi ha l’esperienza analitica e cifrematica in corso. Testo di scuola, scuola senza fondamenti ma scuola di valore e della memoria in atto. Testo inapplicabile. Esige lo sforzo intellettuale, sforzo di astrazione, per fare, leggendo, la propria scrittura. Così chi, curioso e impaziente, può trovarsi nella sorpresa di dire... “questa cosa, questo termine, questo nome,

  • Vivere non è sopravvivere, cioè scampare a un pericolo di morte, magari rappresentato nel terremoto e nella crisi. Ma sopravvivere è anche “vivere sopra”, aver bisogno di qualcosa su cui poggiare la vita, che valga a sostenerla per motivarla. Come la sostanza, quel che è immaginato sub stare, stare sotto. Tutto può diventare sostanza, tutto serve a sopravvivere anziché a vivere, se deve servire a giustificare, a supportare, a delimitare, a padroneggiare la vita.

  • “Come rivoluzionari voi aspirate a un padrone. L’avrete”, dice Lacan nel Rovescio della psicanalisi. È stata questa frase la chiave di lettura iniziale che mi ha permesso, dopo vari tentativi falliti, di riuscire a leggere con qualche frutto il libro di Sergio Dalla Val In direzione della cifra. La scienza della parola, l’impresa, la clinica (Spirali), che già dal titolo sembra un po’ ostico.