Arte

  • Com’è nato il Fotomuseo Giuseppe Panini e quali attività svolge?

    L’interesse per la storia locale ha indotto Giuseppe Panini a collezionare nel corso degli anni fotografie e figurine antiche.

    Le figurine della sua collezione costituiscono il nucleo principale dell’attuale Museo della Figurina di Modena, nato negli anni novanta in seguito alla donazione al Comune di Modena. Il Museo della Figurina è nato dall’appassionata opera collezionistica di Giuseppe Panini, fondatore, nel 1961, dell’omonima azienda, insieme ai fratelli Benito, Franco Cosimo e Umberto. Nel corso

  • Shen Dali

    Lei è poeta cinese, ma conosce anche la poesia europea e, in particolare, quella italiana. Qual è, a suo parere, la differenza tra i due modi d’intendere la poesia?

    Nella poesia cinese classica sono molto importanti il ritmo e la rima, due aspetti a cui noi cinesi siamo molto sensibili. Senza ritmo e senza rima, per noi, non c’è poesia. A noi cinesi interessa la musicalità, invece, in Occidente, soprattutto da qualche decennio, trionfano i versi liberi.

    Lei è celebre per avere scritto vari saggi tradotti in più lingue intorno alla pittura europea e, specificatamente,

  • L’ADSI (Associazione Dimore Storiche Italiane) nasce all’inizio degli anni ottanta per aiutare i proprietari di palazzi storici ad affrontare i costi di manutenzione…

    Negli anni ottanta non esistevano ancora incentivi fiscali o altre agevolazioni per i proprietari di immobili storici. La prima legge in materia fu suggerita nel 1982 da Nicolò Pasolini dall’Onda, che prese spunto dagli altri paesi europei. Considerare i costi di manutenzione come oneri deducibili dalle imposte incentiva il privato a conservare l’immobile senza chiedere contributi allo stato che, tra l’altro, non

  • Con il Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004, il paesaggio è considerato a pieno titolo nell’ambito dei beni culturali in quanto parte costitutiva di un territorio e patrimonio di una comunità e della sua storia. La sua nozione attuale deriva anche dalla Convenzione europea del paesaggio, secondo cui il paesaggio non consiste nelle astratte bellezze panoramiche e naturali, di cui parla la legge 1497 del ‘39, ma è un territorio abitato da una comunità che lo percepisce in un certo modo e lo conserva di conseguenza. Questa nozione non è nella nostra tradizione di

  • È curioso incontrare un regista come lei a un congresso intorno al tema della democrazia (28-30 novembre 2008, Villa San Carlo Borromeo, Milano Senago). In che modo il cinema ha a che fare con la democrazia?

  • La considerazione da cui muove Roberto Cecchi nel suo libro Il restauro mi sembra quella più utile e interessante per partire con le mie considerazioni. Quello che propone è di sostituire, al centro dell’attività di restauro, l’idea di testimonianza storica a quella di monumento.

    Se la parola monumento ci consegna qualcosa di statico, parlare di testimonianza storica per i beni culturali apre scenari veramente stimolanti e affascinanti per le scelte di chi come noi – amministratori, ma anche cittadini – abbia a cuore la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio

  • La vostra impresa, che a Modena ha restaurato monumenti come il Palazzo Ducale e il Teatro Storchi, sta per compiere centocinquant’anni. In che modo per voi il restauro è restituzione alla civiltà?

    Per noi il restauro è una questione di sensibilità e legame con la città e il territorio, al punto che diventa parte della vita nostra e di chi con noi lavora alla conservazione dei beni. Negli anni, ci siamo dedicati a importanti interventi considerandoli come un settore di nicchia della nostra attività, senza pensare che al restauro sarebbe stata data l’importanza che ha

  • Una delle proposte di Lapam per valorizzare il patrimonio intellettuale delle piccole imprese, favorendo per di più l’inserimento di persone che in questo periodo hanno difficoltà a trovare lavoro o l’hanno perso, è la Scuola dei Mestieri. In che cosa consiste?

  • Con la ricerca pubblicata nel libro Robert Schumann e i tredici giorni prima del manicomio (Spirali), Uwe Peters apre un dibattito attuale e intrigante attorno alla figura del grande compositore e musicista. Sono molte le versioni intorno alla vita di questo artista: c’è chi lo descrive come una specie di demonio e chi lo considera completamente pazzo. La sua vicenda ha fatto discutere molto e ha prodotto giudizi morali, condanne e pettegolezzi. Ma che cos’è accaduto veramente a Robert Schumann?

  • La popolarità di Schumann nelle sale da concerto è fuori discussione, ma non altrettanto si può dire della sua bibliografia. In Italia, il vecchio volume di Valabrega è stato a lungo il massimo punto di riferimento. In seguito, Ricordi ha pubblicato un volumetto che accomuna Schumann a Mendelssohn e a Liszt, poi Mursia ha dedicato al maestro una buona monografia e, non più di due anni fa, L’epos di Palermo ha pubblicato un’esegesi di Kreisleriana. Dunque, possiamo dire che Robert Schumann e i tredici giorni prima del manicomio era un libro necessario, anche se un po’