Cervello dell'impresa

  • Lei ha fondato la società di consulenza aziendale Cubo negli anni ottanta, in un contesto storico e economico oggi notevolmente cambiato. Quali sono le trasformazioni che ha attraversato il settore e in che termini la sua società di consulenza interviene?

  • Lei ha condotto un’esperienza di quarantatré anni nella stessa struttura, la Reale Mutua, una delle più antiche Mutue Assicuratrici Italiane. Ci racconta come ha incominciato questa esperienza?
    Reale Mutua nasce nel 1828 con Regio Decreto e, come indica il marchio, è una mutua e non una società per azioni. I sottoscrittori delle polizze diventano soci e partecipano ai benefici di mutualità che annualmente sono deliberati dal consiglio di amministrazione della Compagnia sotto varie forme. La finalità di Reale Mutua è proprio quella di essere una Mutua, quindi il fine non è dare

  • Il Ristorante da Danilo ha sempre avuto una clientela costante da oltre quarant’anni. In che modo oggi un’azienda di ristorazione trova la via dell’utile?
    L’utile di un ristorante o di un bar non può essere raggiunto alla stregua di qualsiasi altra azienda di produzione o di servizi, per il semplice fatto che deve gestire una materia ad alta deperibilità. I panini o i piatti rimasti invenduti al termine della giornata non possono essere riproposti il giorno successivo. D’altra parte, non si può rischiare di rimanere a corto di prodotti da offrire ai clienti quando ancora la

  • L’idea di comunità come condivisione, in particolare dei doni e delle funzioni (in latino munus è dono, tributo, onere) è riscontrabile già nel II secolo a.C. nella comunità ebraica degli esseni, a cui, secondo Ernest Renan e altri, sarebbe appartenuto anche Gesù Cristo. In questa comunità monastica ante litteram, tutto era in comune, condiviso: un comunismo basato sulla comune credenza. L’agape, l’eucarestia rituale, era un loro rito, che la comunità cristiana proseguirà nella comunione, assieme al concetto di comunità, come testimoniano gli Atti degli apostoli: “Tutti coloro che

  • Nel Trattato della pittura, Leonardo da Vinci scrive: “Quelli che s’innamorano della pratica senza la scienza sono come i nocchieri che entrano in naviglio senza timone o bussola, che mai hanno certezza dove si vadano. Sempre la pratica deve essere edificata sopra la buona teorica, della quale la prospettiva è guida e porta, e senza questa nulla si fa bene”.
    Seguendo questa indicazione di Leonardo, nell’organizzazione di questo convegno (Come l’arte e la cultura trasformano la famiglia, l’impresa e la città a Vignola, Rocca di Vignola, 9 aprile 2016), mi sono posto il

  • Quando qualcosa non funziona o non va secondo le aspettative, quando le cose sembrano precipitare vi è chi cerca la via facile, la sostanza che non faccia pensare troppo: per alcuni lo stordimento, assicurato dall’assunzione di droghe, alcool o psicofarmaci, per altri l’ideologia del successo, rappresentata dalla prestanza ideale, da raggiungere colmando le mancanze che non consentirebbero di confermare questo ideale. Sulla credenza nella mancanza hanno prosperato schiere di professionisti, consulenti sempre esperti in quello che manca all’altro. Queste idee di sostanza negano, idealmente

  • In che modo l’arte e la cultura contribuiscono alla riuscita delle cosiddette imprese familiari in Emilia e in Italia? Innanzitutto con la constatazione che l’impresa non può mai essere familiare. L’impresa ha un’influenza enorme sulla famiglia dell’imprenditore: è nella parola e nel racconto dell’imprenditore lungo l’intera giornata. La famiglia non è estranea a questo racconto, non è schermata dall’influenza di questa parola. La famiglia dell’imprenditore contribuisce all’impresa, innanzitutto tramite l’apporto di ciascuno alle discussioni, anche intorno al tavolo da pranzo. È essenziale

  • L’impresa è libera. Non può essere incatenata in sistemi, mentalità, arcaismi che frenano il suo viaggio. E l’imprenditore come statuto intellettuale, promuovendo il fare e i dispositivi di valore, contribuisce alla comunità pragmatica, quella in cui ciascuno diviene caso di qualità, facendo, non aggrappandosi a ciò che presume di essere o di avere. Nella comunità pragmatica non importa ciò che ognuno ha o non ha, è o non è, ma i dispositivi che ciascuno instaura: dispositivi di ricerca e d’impresa, dispositivi commerciali, finanziari, pragmatici, dispositivi di parola

  • Fondatore di Arteria, leader nei servizi d’imballaggio, movimentazione, trasporto e installazione di opere d’arte per conto di musei, gallerie, case d’asta e istituzioni di rilevanza mondiale e di artisti e collezionisti in Italia e all’estero, è anche artefice del nuovo progetto dedicato ai beni di rilevante valore storico e artistico con l’apertura in Italia del primo modello di impianti-fortezza mai realizzato nel mondo, lungo un’esperienza ultraquarantennale nell’ambito della logistica internazionale…

  • Arco Chemical Group ha il suo quartier generale a Medolla, nel cuore della cosiddetta Bassa Modenese, un esempio di comunità pragmatica, considerando che, in soli quattro anni dal sisma che ha colpito l’Emilia il 20 e 29 maggio 2012, ha ricostruito circa l’80 per cento del tessuto imprenditoriale e circa il 90 per cento di quello residenziale. D’altra parte, il modello emiliano è studiato da tutto il mondo…