Cifrematica

  • Questo primo numero della rivista “La Città del Secondo Rinascimento” riporta testi e interventi sorti lungo il dibattito suscitato in Italia dal libro di Emilio Fontela Come divenire imprenditore nel ventunesimo secolo (Spirali edizioni). Economista, protagonista del movimento “The Second Renaissance”, studioso di cifrematica, Fontela si avvale della sua ricerca e della sua pratica internazionale per indagare le questioni e le categorie dell’economia, ritrovandole, lungo una lettura, nel testo culturale e scientifico dell’occidente. Il mercato, il lavoro, la

  • La lettura del libro di Fontela Come divenire imprenditore nel ventesimo secolo, edito da Spirali, è un’occasione per indagare lo statuto dell’imprenditore e le prospettive delle imprese nel terzo millennio. Fontela nel suo libro ne dà una traccia e evidenzia le trasformazioni del sistema economico lungo il passaggio che sta avvenendo dalla società industriale a una società dell’informazione e del tempo libero.La società dell’informazione, con l’avvento delle nuove tecnologie, esige radicali trasformazioni, ha nuove esigenze, chiede nuovi servizi, tempo libero, qualità della vita.

  • Lo scrive Emilio Fontela nel suo libro Come divenire imprenditore nel ventunesimo secolo e lo ribadisce in questo numero: l’economia nuova, grazie all’evoluzione tecnologica, a breve sarà in grado, se non lo è già, di risolvere il problema che da sempre si è posta l’economia, cioè il problema della scarsità dei mezzi e delle risorse.

  • Intervista di Sergio Dalla Val
    Il 7 aprile di quest’anno, alla Villa San Carlo Borromeo di Senago, lei ha tenuto una conferenza dal titolo “Le donne, le imprese, il capitalismo intellettuale”. Perché lei afferma che la prima intersezione fra donne e imprese avviene nel Rinascimento?

    Prima di Ludovico Ariosto, nessuno aveva incominciato un poema con “Le donne…”. Prima, c’erano le Muse. È chiaro che il poema di Ariosto è ironico e, quindi, subito arrivano i cavalieri: “Le donne, i cavallier...”. Seguono “l’arme, gli amori, / le cortesie, l’audaci imprese io canto,

  • Come pensare? Come fare? Come scrivere? sono le tre questioni che hanno fatto la vicenda della poiesis nella civiltà occidentale e di cui Aldo Trione, nel suo testo denso e incalzante Ars combinatoria, ricostruisce il percorso nella riflessione filosofica ed estetica dal Cinquecento al Novecento (o come scrive l’autore: “dagli albori della modernità alla nostra età del disincanto, di cui non sempre riusciamo a individuare le direzioni possibili”).
Se la domanda su come avvengono le cose (ovvero su come pensare e come fare) ha cominciato ad articolarsi nel

  • Da Copenhagen a Praga, da Berlino a Parigi, da Londra a Roma, mai come agli albori del Novecento la scienza ha questionato ogni fondamento e l’arte ha debordato ogni canone, comportando un’innovazione senza precedenti. Scienza del caso singolo e arte dell’ascolto, la psicanalisi di Vienna ha cominciato allora col dissipare quella padronanza del soggetto e quel primato del discorso sulla parola su cui poggiavano discipline e specialità, corporazioni e cappelle. Con l’invenzione dell’inconscio come logica particolare, la differenza tra arte e scienza non può più essere

  • Nella storia degli umani, l’esordio di ciascun secolo e di ciascun millennio ha visto anche l’affermazione di grandi tematiche, ciascuna volta differenti da quelle precedenti. Se il secondo millennio era iniziato nel vasto scenario delle grandi religioni monoteistiche, la cristiana e la musulmana, con il succedersi dei secoli, in occidente, sono andati precisandosi nuovi elementi della scena, riguardanti via via il rinascimento dell’arte, il rinnovato interesse per la lingua, la riscoperta della filosofia e del diritto, la postulazione della politica come arte e come

  • Ho letto il libro di Giorgio Antonucci Le lezioni della mia vita, edito da Spirali, e l’ho trovato straordinario per il rigore della testimonianza e la portata del messaggio. Egli lotta per la dignità e la libertà di ciascuno, anche del cosiddetto malato. Amico e collaboratore di Thomas Szasz, ha sfatato il mito della malattia mentale e con umiltà si è posto in ascolto dei racconti e delle questioni enunciate di quelli che altri avrebbero qualificato come pazienti, per instaurare con loro dispositivi di comunicazione.
Oggi la cifrematica, la scienza della parola,

  • Sangue blu. Questione di genealogia o di scrittura? Dipende dalla traccia, dalla memoria e dalla trasmissione. Sangue blu l’inchiostro con cui l’isteria non scrive, salvo tradirsi. Oppure il bollo, marchio di garanzia, in assenza del quale il discorso ossessivo si ritiene libero di tradire.
 Per divenire artista occorre forse rispettare o trasgredire una tradizione? Edipo diviene artista senza situarsi rispetto al tradimento di una presunta genealogia. Ignora il parricidio e la sessualità, anche se il suo itinerario, di cui il cammino artistico è un aspetto, ha due facce: il parricidio e

  • GIORNALISTA. L’invenzione delle arti tanto del cielo quanto del paradiso procede dall’invenzione della scienza: tutt’altro che l’episteme; tutt’altro che il modello di organizzazione del sapere e della disciplina sotto una verità che formi il sapere. La scienza, l’arte e la cultura si situano nell’atto di parola.


    REGISTA. Nel suo dire e nella sua divisione la scienza è duale per eccellenza. E per questo lo è pure la pulsione. E per questo: triali il sembiante e il fantasma; e tripartita la funzione. Un’altra scienza! La scienza della parola