Psicanalisi

  • Io non sono in pena. L’idea di pena è l’idea di soluzione, l’idea di salvezza. Io non ho la tentazione dell’immortalità. La provincia – la provincia Italia, la provincia Europa, la provincia India, la provincia Cina, la provincia Corea, la provincia America, la provincia pianeta – ha la tentazione dell’immortalità, ovvero ha l’idea di pena. L’idea di pena è l’idea del nulla.
    Rispetto alla tentazione dell’immortalità, non importano la vita, il corpo, la terra, il cielo.

  • A fine dicembre del 2017, con l’approvazione del decreto legge Lorenzin, la professione di psicologo ha ottenuto il pieno riconoscimento quale professione sanitaria, situandosi così, non senza qualche perplessità degli stessi interessati, in un ambito dominato dalle pratiche che vanno sotto il nome di medicina. Questa decisione, che potrebbe essere lasciata negli angusti limiti delle dispute sui privilegi professionali, è rilevante se considerata un ulteriore indizio della medicalizzazione sempre più imperante in materia di salute e di cura. Fin da Ippocrate (V-IV sec. a.

  • L’idea di salute dell’epoca si fonda e si regge sul principio dell’amore transitivo e mira alla salvezza dell’Altro, scambiata per salute. Il discorso della salvezza ruota intorno all’idea dell’essere umano, ora sano, ora ammalabile, ora guaribile, ora mortale.
    Il riferimento di questa idea di salute è la mortalità. E, considerata una possibilità umana, questa salute rientra tra i casi di mortalità, avendo il suo limite nella morte. È celebre il motto cinico del medico secondo cui “di qualcosa bisogna pur morire”.
    L’idea della mortalità e della morte come certezza costituisce lo

  • Nel libro Il virus totalitario. Guida per riconoscere un nemico sempre in agguato (Rubbettino), Dario Fertilio offre una lettura del virus totalitario, procedendo da un’analisi delle ideologie e delle fantasmatiche dei totalitarismi. Questo libro è diviso in quattro parti: la natura del virus, la teoria del virus, il virus in azione e la parabola del virus. L’autore nota come la natura virale del totalitarismo intervenga già nei suoi prodromi, favorendo quelle complicità che ne stabilizzano l’egemonia.

  • Giovanni Angioli ha scritto un libro di grande rilievo: La chiave comune. Esperienze di lavoro presso l’Ospedale psichiatrico Luigi Lolli di Imola (La Mandragola). Lo ringraziamo per essere venuto a discuterne nella nostra libreria. Si tratta di un libro testimonianza, che narra una vicenda umana e professionale straordinaria, dipanatasi lungo gli ultimi decenni del novecento, svolta sia come missione sia come reinvenzione di un lavoro difficile e di grande responsabilità.
    Giorgio Antonucci, accanto a Angioli, protagonista assoluto di questa vicenda e purtroppo

  • Il libro di Giovanni Angioli è importante non soltanto perché raccoglie gli elementi principali della sua vita, ma anche perché è un racconto, un’autobiografia, una testimonianza del suo lavoro, attraverso cui offre spunti, riflessioni e un metodo a chi si avvicina alle istituzioni totali, di cui c’è ancora molto da dire, nonostante la nostra democrazia.
    Uno dei problemi principali in questo ambito rimane il ricovero coatto, che avviene attraverso il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio).
    Parliamo di persone che vengono prelevate con la forza, portate via dalla loro famiglia,

  • Le nuove generazioni, giovani e professionisti, sono sempre più frammentate, come le società al giorno d’oggi. Gli interventi di questa sera mi hanno molto colpito, perché hanno fatto riferimento ad alcuni criteri sempre più utilizzati nella scuola. In Italia, la scolarizzazione è più accentuata e articolata rispetto alle generazioni precedenti, ma abbiamo introdotto nuove categorie, come quella dei BES (Bisogni Educativi Speciali), che spaventano i ragazzi e le loro famiglie.

  • Una mia amica un giorno, a Imola, mi portò all’Osservanza, una delle due istituzioni psichiatriche della città, dove conobbi Giorgio Antonucci, con cui diventammo subito molto amici. Ben presto cominciammo a frequentarci anche con altri, tra i quali artisti che venivano volentieri all’Osservanza: musicisti, artisti, gruppi musicali. Parlando, coniammo la definizione di artista come “professionista del delirio”.

  • Ho scritto questo libro in 40-50 giorni, ma avrei avuto molte più storie da raccontare. Ringrazio Giorgio Antonucci, purtroppo scomparso recentemente, quando ha detto che senza il mio aiuto lui sarebbe stato nulla. Anch’io sarei stato nulla senza avere avuto la mia squadra, una squadra che ha difeso molto il nostro lavoro, che non è mai stato facile, e quello che siamo riusciti a fare.
    In un istituto psichiatrico, com’è sempre accaduto e come accade ancora, situazioni di forte disagio non possono essere affrontate con soluzioni standard, come avviene solitamente con le malattie

  • Le legislazioni permeate dall’ideologia illuministico-romantica sostengono il principio di uguaglianza per “gli uomini”, che “nascono e rimangono liberi e uguali”, secondo la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, o per “tutti i cittadini”, che “sono uguali davanti alla legge”, secondo la Costituzione italiana del 1947. Nel primo caso questa uguaglianza sociale dipende dalla nascita, nel secondo dalla legge, davanti a cui i cittadini diventano tutti e, in quanto tutti, sono uguali. La legge così doppia la natura, è la nuova nascita: l’homo