Cifrematica

  • Mercoledì 24 agosto è deceduta Mariella Sandri, autrice e responsabile della redazione di Ferrara di questa rivista. Pubblichiamo il testo che il nostro direttore ha letto a San Bartolomeo in Bosco (FE), il 27 agosto, durante le esequie.

  • Il dibattito sulla percezione ha esordito, con approcci e sviluppi differenti, nell’Europa moderna con Cartesio, Leibniz, Locke, procedendo con l’elaborazione sulla nozione di reale e con quella sulla nozione di conoscenza. La definizione di percezione come atto o funzione di conoscenza riferiti immediatamente a un oggetto reale, introdotta nel pensiero occidentale dagli stoici ed estesa alla successiva filosofia antica, ha trovato, tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo, una messa in questione molto importante a partire da Galileo, Copernico, Keplero, dalle nuove osservazioni in

  • La questione donna incomincia a enunciarsi nel rinascimento, come questione dell’itinerario, dell’arte e della cultura: da qui l’irruzione delle donne sulla scena occidentale, quando s’instaura lo zero nella parola, ovvero il conto incomincia da zero, il racconto s’avvia per uno zero. Così il nome non è più nominabile e attribuibile.

    Lo zero è stato portato in Europa dagli arabi attorno all’anno mille, ma la sua funzione risultava molto inquietante, per cui è entrato nel conto, nel contare, nel racconto solo nel rinascimento. Ci sono voluti poi Gottlob Frege e, sopra tutto, Giuseppe

  • Crede a ciò che vede chi prende le distanze dalla religione? Al contrario, la religione più praticata è sempre stata quella che ha messo al bando l’incredibile: la religione della morte. Fondandosi sul visibile, sul fatto come tale, la religione della morte edifica l’uomo mortale. Mai più di oggi questa religione è stata diffusa e nutrita da mille occasioni di spettacolarizzazione mediatica. Impone a tutti e a ognuno la visibilità del fatto come tale, del fatto di morte, a vantaggio dell’audience e a scapito dell’intelligenza. Vietato sognare, vietato dimenticare, bisogna ricordare:

  • L’icona non è la stessa fra Roma e Atene, o fra Roma e Costantinopoli, o anche fra Milano e Costantinopoli, quando Milano era capitale dell’impero, all’epoca di sant’Ambrogio. Sant’Ambrogio e sant’Agostino erano venuti a Milano, nella capitale. L’icona non è la stessa neppure fra Roma e Mosca, fra Roma e San Pietroburgo, come non è la stessa fra Roma e Berlino, o fra Roma e Londra, fra Roma e Parigi.

    L’icona, per sant’Agostino, è l’immagine che si rivolge all’inimmaginabile, all’inopinabile, all’incredibile, al dogma. E diviene dogma attraverso la scrittura. È l’immagine che si

  • Tra una guerra mediatica e un reality show, dal paradiso esotico all’inferno burocratico, l’avventura sembra essere diventata appannaggio dello spettacolo, dunque dell’ordinario: un’avventura facile, gestibile, tutto compreso, anche in campo erotico, non si nega a nessuno, purché circoscritta, sancita da trofei e attestati. Avventura senza rischio, contro il quale occorre creare sempre nuovi sistemi di protezione, identificato com’è con un pericolo mortale sempre più localizzato, qui nel mercato e nella globalizzazione, lì nell’Islam e nella Cina. Viene proposta così l’

  • Ringrazio Armando Verdiglione di essere venuto a Ferrara per tenere questa conferenza (19 maggio 2005). È una conferenza importante per me, per l’equipe estense di cifrematica e, in particolare, per la città di Ferrara.

    Il titolo La cifrematica, la Villa San Carlo Borromeo, l’arte, i libri, il brainworking traccia il progetto e il programma degli anni a venire, instaurando nella vita un’altra aria e un altro tempo: tempo del fare, tempo della vendita, tempo in cui i cosiddetti prodotti culturali non trovano valore in quanto pensati

  • A proposito del ruolo dell’Europa nel pianeta e della politica da adottare per vincere le sfide della globalizzazione, anche uno dei massimi esponenti della BCE (Banca Centrale Europea) si limitava a ripetere un luogo comune pacifista: “La nostra missione nel mondo è quella di rappresentare un potere gentile”, intendendo dire, come nota Antonio Baldassarre in questo numero, che siamo un potere che vuole la pace e non la guerra. Da chi sta ai vertici di un ente che interviene in modo determinante in materia di economia e di finanza in tutti i paesi dell’Unione ci si aspetterebbe quanto meno

  • Quale direzione per il nostro viaggio, per il nostro itinerario? Qual è la via? E ancora, chi viaggia? Il viaggio di cui stiamo parlando è il viaggio intellettuale, è il viaggio della parola originaria. Non si tratta quindi del viaggio che gli umani vogliono o possono fare in giro per il mondo. Il viaggio della parola originaria è quello della parola che giunge a scriversi. Non nel senso della scrittura del giornale di bordo o del diario, ma scrittura dove le cose si dicono e si fanno, scrivendosi, giungono alla qualità, quella che la cifrematica chiama appunto la cifra. Il viaggio della

  • Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto”: dobbiamo al Rinascimento, in particolare a Ludovico Ariosto, l’irruzione delle donne nel testo occidentale. Donne nella parola, donne protagoniste del romanzo e dell’avventura, non più sacerdotesse o arpie, dee o muse, come nella mitologia greca. Dissipati i regni d’Atena e di Medusa, il cattolicesimo, con donne che parlano ai pontefici come Caterina o che edificano monasteri come Chiara, aveva aperto la breccia, ma è con il rinascimento delle arti e delle invenzioni, dei mercanti e dei banchieri