Cifrematica

  • A proposito del ruolo dell’Europa nel pianeta e della politica da adottare per vincere le sfide della globalizzazione, anche uno dei massimi esponenti della BCE (Banca Centrale Europea) si limitava a ripetere un luogo comune pacifista: “La nostra missione nel mondo è quella di rappresentare un potere gentile”, intendendo dire, come nota Antonio Baldassarre in questo numero, che siamo un potere che vuole la pace e non la guerra. Da chi sta ai vertici di un ente che interviene in modo determinante in materia di economia e di finanza in tutti i paesi dell’Unione ci si aspetterebbe quanto meno

  • Quale direzione per il nostro viaggio, per il nostro itinerario? Qual è la via? E ancora, chi viaggia? Il viaggio di cui stiamo parlando è il viaggio intellettuale, è il viaggio della parola originaria. Non si tratta quindi del viaggio che gli umani vogliono o possono fare in giro per il mondo. Il viaggio della parola originaria è quello della parola che giunge a scriversi. Non nel senso della scrittura del giornale di bordo o del diario, ma scrittura dove le cose si dicono e si fanno, scrivendosi, giungono alla qualità, quella che la cifrematica chiama appunto la cifra. Il viaggio della

  • Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto”: dobbiamo al Rinascimento, in particolare a Ludovico Ariosto, l’irruzione delle donne nel testo occidentale. Donne nella parola, donne protagoniste del romanzo e dell’avventura, non più sacerdotesse o arpie, dee o muse, come nella mitologia greca. Dissipati i regni d’Atena e di Medusa, il cattolicesimo, con donne che parlano ai pontefici come Caterina o che edificano monasteri come Chiara, aveva aperto la breccia, ma è con il rinascimento delle arti e delle invenzioni, dei mercanti e dei banchieri

  • Da dove viene la differenza? Dove trovarla? Chi la detiene? Come farne una proprietà? È meglio includerla o escluderla? Nel discorso occidentale porre la morte come limite delle parola ha comportato che la differenza fosse il segno della sopravvivenza: “Tutti sono uguali dinanzi alla morte, nella vita ognuno si differenzi”. È questa la piccola differenza, differenza relativa, differenza tra l’uno e l’altro. È la diversità, per esempio dei modi di essere, di arrangiarsi, di campare.

  • Carlo B. è socio di maggioranza di tre aziende, che, complessivamente, fatturano circa 150 milioni di euro all’anno. Di recente, si è imbattuto in un’esperienza che non avrebbe mai nemmeno immaginato in vent’anni di attività. Poiché una delle aziende non accennava a riprendersi da una crisi intervenuta l’anno scorso, in seguito alla perdita di due clienti importanti, tre mesi fa gli venne la felice idea di rivolgersi a R. P., uno dei commercialisti di grido del centro-nord.

  • "Nell’infinito e nell’eternità in cui le cose si fanno secondo l’occorrenza, non solo nulla può essere tolto all’Altro, nulla può essere aggiunto o tolto all’infinito e nulla della parola può essere confiscato, nemmeno la nostra tranquillità, nemmeno la nostra serenità, ma neppure può essere scalfita la nostra fierezza”.

    “La non accettazione intellettuale del mondo e di ciò che si prospetta come naturalmente normale esige il nostro intervento. Non per rinsaldare o combattere questo mondo, né per aggirarlo o consacrarlo, ma per indicare, del viaggio, la direzione. E allora, noi non

  • In un hotel della Città cellulare, l’altro giorno un cliente giapponese raccontava a un imprenditore italiano una storia incredibile: con quali mezzi e con quali strumenti della parola era riuscito a concludere un’operazione che ormai aveva dato per fallita, e come la sua famiglia avesse costituito con lui un dispositivo di forza, dando prova di solidarietà e consolidando il loro patto per la riuscita.
    Una pittrice di New York raccontava a un giornalista del colore che stava cercando da più di dieci anni e di come quel giorno le sembrava di averlo trovato nel cielo della Città

  • I significanti ambiente e città suscitano riflessioni su argomenti che in qualche modo riguardano ciascuno e richiamano i concetti del cosiddetto “benessere” e della “qualità della vita”. Grazie al libro di Sergio Mattia, L’ambiente, la città, i valori, è stato possibile instaurare un ragionamento proprio su questi temi, rispetto ai quali ciascuno diviene interlocutore e provoca all’ascolto di qualcosa di inedito. Nel libro sono indicati i presupposti di quello che viene oggi chiamato “sviluppo sostenibile”, per uno sviluppo armonico dei vari fattori del progredire umano e per il

  • Questo numero della “Città del secondo rinascimento”, che ha preso avvio dal dibattito intorno al libro di Sergio Mattia, L’ambiente, la città, i valori (Spirali), lancia un appello all’intelligenza, alla civiltà, alla qualità, proprio mentre dal terrorismo fondamentalista sembrano ormai dipendere i media, l’economia, la politica.
    Non a caso sono le città, da NewYork a Madrid, da Gerusalemme a Ankara, da Mosca a Roma, a trovarsi nel mirino della distruzione e del ricatto: nulla come la città è base della modernità, della globalizzazione, del nomadismo intellettuale contro cui

  • L’8 novembre 1947, nel corso della seconda sessione della Conferenza generale svoltasi a Città del Messico, l’Assemblea plenaria votò all’unanimità l’ammissione dell’Italia all’Unesco, che fu perfezionata subito dopo, il 27 gennaio 1948, con il deposito a Londra dello strumento di ratifica dell’Atto costitutivo dell’Organizzazione da parte del nostro Governo. Questo riconoscimento ebbe il valore di un primo passo verso l’ammissione dell’Italia all’ONU, che stava purtroppo incontrando proprio in quel periodo notevoli difficoltà. In Italia, ad ogni modo, una volta resa esecutiva con il