Cifrematica

  • Sono felice e onorata di ospitare a Modena il dibattito con Serge Gavronsky “Words are my life”. La psicanalisi, l’impresa, la scrittura (Corte dei Melograni, 17 luglio 2013). Il mio primo incontro con l’Autore risale al 1993, quando l’editore Spirali mi affidò la traduzione del suo romanzo Il nome del padre, il cui protagonista, un ragazzo di dieci anni, durante una gita con la famiglia, si getta da un dirupo di Les Beaux de Provence. Già nelle prime pagine, trovai la complessità di un testo di grande spessore intellettuale e la semplicità di un romanzo che si legge come

  • Ringrazio il sindaco di Bazzano, Elio Rigillo, che ci ospita in questa prestigiosa sala (Rocca dei Bentivogli, Bazzano, 27 maggio 2013) e ha accolto la proposta di presentare il libro di Sergio Dalla Val In direzione della cifra. La scienza della parola. L’impresa, la clinica (Spirali), come pretesto e base teorica e clinica per il dibattito Vivere senza paura. La crisi e la riuscita.

  • Ognuno crede che ci sia la propria strada e che occorra trovarla e seguirla, evitando di mettersi sulla cattiva strada. Così la strada sarebbe preassegnata, sarebbe la strada del ritorno all’origine. Una strada fatta apposta per l’uomo, che diventa l’uomo della strada, il portatore della verità condivisa e condivisibile. Il suo ideale sarebbe di avere la strada spianata, la via della facilità assicurata dalle coperture e dalle relazioni sociali, la strada della nobile menzogna. Questa strada spianata diventa la linea, la superficie piana, senza gli strati che già nell’etimo la

  • Disagio e salute sono questioni estremamente importanti e costituiscono, sin dal 1973, un tema centrale nell’elaborazione e nella pratica clinica dell’Associazione cifrematica internazionale.

    Oggi più che mai, come avvenne forse anche negli anni settanta, la questione del disagio riguarda ciascuno strato della società e ciascun ambito professionale, non è esclusiva di un ceto o di una categoria in particolare.

    L’attuale contesto economico e sociale mette in rilievo la radicalità del disagio e la difficoltà. Allo stesso tempo mostra come sia fuorviante ogni tentativo di

  • Ascoltando le testimonianze delle donne imprenditrici a questo convegno (Il terremoto: dalla resilienza alla riuscita, Medolla (MO), 8 aprile 2013), constatiamo che chi si trova nel rischio assoluto, come l’imprenditore, affronta in modo differente anche il terremoto: chi si avventura in mare non si aspetta che la nave possa rimanere sempre sulla cresta dell’onda. Pur non potendo negare la paura che da un momento all’altro arrivi la tempesta, il capitano di una nave, come il capitano che ciascuno di noi deve divenire per la propria vita, non si metterebbe in viaggio se pensasse ai

  • Come si scrive la felicità? E dove? In un istante, come crede Francesco Alberoni, (“La felicità è sempre e soltanto un istante. La felicità non è una cosa che dura”)? Sta nella conoscenza, come in Aristotele, o nella conoscenza e nell’amore dei propri limiti, come in Romain Rolland (“La felicità sta nel conoscere i propri limiti e amarli”)? O nel desiderare ciò che si ha, anziché nell’avere ciò che si desidera, come nel noto aforisma di Oscar Wilde? O si scrive in modo circolare, come vorrebbe Wolfgang Goethe: “L’uomo più felice è quello che è in grado di collegare la

  • L’Italia, il racconto. La bottega, l’impresa e l’industria. I beni culturali, beni insostanziali, più che immateriali. L’Italia, paese di viaggiatori e inventori. Marco Polo, Dante Alighieri, Cristoforo Colombo, Leonardo da Vinci, Niccolò Machiavelli, Ludovico Ariosto, Giuseppe Peano. Ciascuno, secondo la logica particolare, narrando, viaggia. Com’è accaduto che, a un certo punto, il viaggio dovesse essere preordinato al risultato? Com’è accaduto che il risultato decidesse il valore del viaggio?

  • "E fai pressione sull’organo femminile principale”, consiglia don Giovanni al frate innamorato, per affrontare il primo incontro con Anna, nella pièce di Anatolij Krym Il testamento del donnaiolo illibato (Spirali), la cui pubblicazione ci dà occasione per questo incontro (La scrittura della felicità, Modena, 15 novembre 2012). “Beh, quel loro organo principale le donne lo tengono nascosto sotto gli abiti, e indossano una decina di sottane orlate di merletti”, si schermisce il frate. “Imbecille!”, tuona don Giovanni, “L’organo femminile principale è l’orecchio! Su questo

  • Nel suo libro In direzione della cifra. La scienza della parola, l’impresa, la clinica (Spirali), Sergio Dalla Val narra la sua esperienza di trentasette anni di ricerca, elaborazioni, battaglie, rischio e riuscita insieme ad Armando Verdiglione e altri intellettuali. Leggendo questo libro ci rendiamo conto soprattutto del valore della vita, che nel luogo comune è ridotta a una serie di rappresentazioni e di giustificazioni, pronte a togliere la difficoltà attraverso l’assunzione della sostanza e la scelta della via facile, lungo un’economia del fare, ovvero

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    Rimettere in moto l’economia, far ripartire il paese: sullo sfondo della crisi si profila la metafora della macchina. Metafora interessante, se si chiariscono, però, alcuni aspetti essenziali, se l’idea non è quella, come sembra, di un funzionamento inceppato o addirittura a rischio di blocco, da cui prendono forma scenari di catastrofe e di rovina. Non ci sono ammortizzatori, sociali e non, idonei a parare il colpo di una simile visione; e chi, attraverso i media, si limita a buttare legna sul fuoco, alimentando il terrore e il panico,