Psicanalisi

  • La questione donna incomincia a enunciarsi nel rinascimento, come questione dell’itinerario, dell’arte e della cultura: da qui l’irruzione delle donne sulla scena occidentale, quando s’instaura lo zero nella parola, ovvero il conto incomincia da zero, il racconto s’avvia per uno zero. Così il nome non è più nominabile e attribuibile.

    Lo zero è stato portato in Europa dagli arabi attorno all’anno mille, ma la sua funzione risultava molto inquietante, per cui è entrato nel conto, nel contare, nel racconto solo nel rinascimento. Ci sono voluti poi Gottlob Frege e, sopra tutto, Giuseppe

  • Crede a ciò che vede chi prende le distanze dalla religione? Al contrario, la religione più praticata è sempre stata quella che ha messo al bando l’incredibile: la religione della morte. Fondandosi sul visibile, sul fatto come tale, la religione della morte edifica l’uomo mortale. Mai più di oggi questa religione è stata diffusa e nutrita da mille occasioni di spettacolarizzazione mediatica. Impone a tutti e a ognuno la visibilità del fatto come tale, del fatto di morte, a vantaggio dell’audience e a scapito dell’intelligenza. Vietato sognare, vietato dimenticare, bisogna ricordare:

  • Tra una guerra mediatica e un reality show, dal paradiso esotico all’inferno burocratico, l’avventura sembra essere diventata appannaggio dello spettacolo, dunque dell’ordinario: un’avventura facile, gestibile, tutto compreso, anche in campo erotico, non si nega a nessuno, purché circoscritta, sancita da trofei e attestati. Avventura senza rischio, contro il quale occorre creare sempre nuovi sistemi di protezione, identificato com’è con un pericolo mortale sempre più localizzato, qui nel mercato e nella globalizzazione, lì nell’Islam e nella Cina. Viene proposta così l’

  • A proposito del ruolo dell’Europa nel pianeta e della politica da adottare per vincere le sfide della globalizzazione, anche uno dei massimi esponenti della BCE (Banca Centrale Europea) si limitava a ripetere un luogo comune pacifista: “La nostra missione nel mondo è quella di rappresentare un potere gentile”, intendendo dire, come nota Antonio Baldassarre in questo numero, che siamo un potere che vuole la pace e non la guerra. Da chi sta ai vertici di un ente che interviene in modo determinante in materia di economia e di finanza in tutti i paesi dell’Unione ci si aspetterebbe quanto meno

  • Quale direzione per il nostro viaggio, per il nostro itinerario? Qual è la via? E ancora, chi viaggia? Il viaggio di cui stiamo parlando è il viaggio intellettuale, è il viaggio della parola originaria. Non si tratta quindi del viaggio che gli umani vogliono o possono fare in giro per il mondo. Il viaggio della parola originaria è quello della parola che giunge a scriversi. Non nel senso della scrittura del giornale di bordo o del diario, ma scrittura dove le cose si dicono e si fanno, scrivendosi, giungono alla qualità, quella che la cifrematica chiama appunto la cifra. Il viaggio della

  • Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto”: dobbiamo al Rinascimento, in particolare a Ludovico Ariosto, l’irruzione delle donne nel testo occidentale. Donne nella parola, donne protagoniste del romanzo e dell’avventura, non più sacerdotesse o arpie, dee o muse, come nella mitologia greca. Dissipati i regni d’Atena e di Medusa, il cattolicesimo, con donne che parlano ai pontefici come Caterina o che edificano monasteri come Chiara, aveva aperto la breccia, ma è con il rinascimento delle arti e delle invenzioni, dei mercanti e dei banchieri

  • Da dove viene la differenza? Dove trovarla? Chi la detiene? Come farne una proprietà? È meglio includerla o escluderla? Nel discorso occidentale porre la morte come limite delle parola ha comportato che la differenza fosse il segno della sopravvivenza: “Tutti sono uguali dinanzi alla morte, nella vita ognuno si differenzi”. È questa la piccola differenza, differenza relativa, differenza tra l’uno e l’altro. È la diversità, per esempio dei modi di essere, di arrangiarsi, di campare.

  • Carlo B. è socio di maggioranza di tre aziende, che, complessivamente, fatturano circa 150 milioni di euro all’anno. Di recente, si è imbattuto in un’esperienza che non avrebbe mai nemmeno immaginato in vent’anni di attività. Poiché una delle aziende non accennava a riprendersi da una crisi intervenuta l’anno scorso, in seguito alla perdita di due clienti importanti, tre mesi fa gli venne la felice idea di rivolgersi a R. P., uno dei commercialisti di grido del centro-nord.

  • In un hotel della Città cellulare, l’altro giorno un cliente giapponese raccontava a un imprenditore italiano una storia incredibile: con quali mezzi e con quali strumenti della parola era riuscito a concludere un’operazione che ormai aveva dato per fallita, e come la sua famiglia avesse costituito con lui un dispositivo di forza, dando prova di solidarietà e consolidando il loro patto per la riuscita.
    Una pittrice di New York raccontava a un giornalista del colore che stava cercando da più di dieci anni e di come quel giorno le sembrava di averlo trovato nel cielo della Città

  • Questo numero della “Città del secondo rinascimento”, che ha preso avvio dal dibattito intorno al libro di Sergio Mattia, L’ambiente, la città, i valori (Spirali), lancia un appello all’intelligenza, alla civiltà, alla qualità, proprio mentre dal terrorismo fondamentalista sembrano ormai dipendere i media, l’economia, la politica.
    Non a caso sono le città, da NewYork a Madrid, da Gerusalemme a Ankara, da Mosca a Roma, a trovarsi nel mirino della distruzione e del ricatto: nulla come la città è base della modernità, della globalizzazione, del nomadismo intellettuale contro cui