Psicanalisi

  • Su quale terreno si gioca oggi la partita del pianeta? Quello della politica o quello dell’economia? Con le armi o con la carta della diplomazia? Con la regia del terrore o con i successi della genetica? Oppure con il dominio dei media? Grazie alla globalizzazione o nonostante essa?
    La terra, il terreno, l’humus. Qual è l’humus della vita? Come gli umani abitano la terra? Sotto il segno della sepoltura, sembra ricordarci Giambattista Vico, quando riprende l’etimo secondo cui humanitas deriva da humare, seppellire i morti. Così il discorso occidentale lega strettamente l’umanità

  • Armando Verdiglione concludeva la sua conferenza a Modena (2 aprile 2004), pubblicata in questo numero, rilevando che la vera questione che l’ebraismo incomincia ad affrontare e poi il cristianesimo e il cattolicesimo affrontano ancora di più è la questione donna. “È questo che viene evitato dall’Islam – diceva –, la questione donna. La paura della morte diventa paura della donna. Tutto un sistema, costruito sulla paura della donna. Tutta una serie di vincoli, di proibizioni, di prescrizioni, di negatività, perché la donna sia solo lì, senza piacere. Quindi, anche la clitoride dev’essere

  • Perché lei dice che la malattia mentale non esiste?

    Dobbiamo risalire alla moderna definizione materialista di malattia. La malattia può colpire soltanto i materiali, le sostanze, le entità come le piante, gli animali o il corpo umano, non una persona o la mente. Per questo motivo, dico che è una metafora. La malattia mentale è come quella che nell’economia si chiama depressione, quella da cui scaturisce la disoccupazione. Quindi, è una metafora, non una sostanza.

    Lei dunque non pensa che si tratti di curare la

  • L’indagine intorno alla politica, in modo specifico, nella scienza della parola, ha trovato nei primi congressi una materia straordinaria, segnatamente nei primi quattro o cinque. Il primo, dal titolo Psicanalisi e politica, si è tenuto l’8 e il 9 maggio 1973 a Milano. Sono seguiti il congresso dal titolo Follia e società segregativa, nello stesso anno in dicembre, e il congresso dal titolo Psicanalisi e semiotica nel maggio del 1974. Psicanalisi e politica era il titolo di un’opera molto nota di Marcuse.

  • Parlare di politica è il modo con cui il discorso occidentale ha da sempre tentato di rappresentare la politica come luogo della parola, per regolare la relazione e gestire  la differenza. Già con Platone, lo scopo della politica è di assicurare la riproduzione della specie, come scrive Carlo Sini nel suo libro La libertà, la finanza, la comunicazione (Spirali), a partire dall’idea della morte. Per questo essa può qualificarsi come politica dell’incesto, perché volta a regolamentare il fare, la produzione, la sessualità con i criteri del proibito e del prescritto, dell’ammesso

  • Il filosofo Platone dedica il Libro X della Repubblica alla poesia come arte della mimesi, al pari della pittura, e mette in guardia Glaucone dai pericoli e dalle insidie che l’imitazione rappresenta per il bene della repubblica. Innanzi tutto, dice, essa ci fa credere per vere cose che sono solo apparenze; in secondo luogo, fa passare per esperto chi fabbrica tali apparenze – il pittore o il poeta –, mentre il vero competente è soltanto chi fabbrica gli oggetti reali di tali apparenze sotto la guida di chi li usa; in terzo luogo, il poeta, dando risalto alle passioni, incoraggia

  • Io non vado sulla vostra strada, dispregiatori
del corpo! Voi non siete per me ponti verso
il superuomo!
(F. Nietzsche, Così parlò Zarathustra)


    È difficile trovare nella letteratura, scientifica, religiosa, filosofica un’elaborazione che si distanzi dall’idea del corpo corruttibile, in quanto al corpo, inteso come entità estesa e percepibile, vengono attribuite proprietà biologiche, meccaniche e fisiche. La stessa idea di decadenza, di mortalità sembra apparentemente confermare la sentenza del Fedone platonico, in cui è sostenuta la

  • Medicina e humanitas. Aritmetica e cifratica della vita è il titolo del congresso internazionale che si terrà nei giorni 28, 29 e 30 novembre 2003 alla Villa San Carlo Borromeo di Senago (Milano), con l’intervento di medici, scienziati, psicanalisti, filosofi, poeti, scrittori e ricercatori di varie città del pianeta. 

  • Questo numero pubblica intellettuali, imprenditori, artisti, psicanalisti, medici che non espongono un sapere o una conoscenza sul corpo e sulla scena, che non ne svelano, secondo la modalità occidentale, segreti e pettegolezzi. La loro testimonianza, semmai, offre un contributo per dissipare i luoghi comuni, le risposte pronte, le facili certezze.
    Cosa c’e infatti nel discorso occidentale di più indagato del corpo e di più risaputo della scena? Le scienze hanno fatto del corpo il loro oggetto, osservabile fino all’autopsia,  scrivibile fino alla chirurgia plastica, leggibile

  • Il titolo di questo numero della rivista, “Lo stress, la salute” sembrerebbe indicare un’alternativa tra i due termini, o addirittura un rapporto fra causa e effetto: è ormai luogo comune credere che gran parte delle malattie, soprattutto incurabili, dipendano dallo stress (in inglese tensione, pressione), magari intenso o prolungato. Ma i testi qui pubblicati, che prendono spunto dal congresso internazionale dell’Associazione di cifrematica “Stress.