Psicanalisi

  • Ringrazio gli organizzatori di questo incontro (La scienza della parola, la psicanalisi, l’arte: come riuscire vivendo, 16 maggio 2013, Macerata) e coloro che hanno dato testimonianza di lettura del mio libro, In direzione della cifra, La scienza, l’impresa, la clinica (Spirali). Macerata è una città straordinaria, che a buon diritto gioca la sua partita di città planetaria, in questa era in cui va dissipandosi la distinzione fra provincia e città, fra centro e periferia.

  • Sempre più spesso in Italia vengono etichettati con la sigla ADHD o DDAI (Disturbo da deficit di attenzione e iperattività) i bambini che nelle scuole, negli asili e in altre istituzioni vengono giudicati distratti o irrequieti. Cosa pensa di questo tipo di diagnosi?

  • Quando finirà questa crisi? Alla fine del 2014? A metà del 2015? Intravediamo uno spiraglio? Ci sono i colpi di coda? Come ne usciremo? Abbandonando l’euro? Con questo governo? Con le elezioni? Tra euforie e disforie, tra visioni e previsioni, queste domande popolano il luogo comune dei mass media, che presentano la trasformazione planetaria in corso in termini di polemiche e di pacificazioni, di scontri e di compromessi, di fratture e di ricomposizioni. Chi vincerà? Quale schieramento prevarrà? La partita che viene rappresentata è sempre tra due: falchi o colombe, destra o sinistra,

  • L’esigenza di organizzare la seconda edizione del convegno sulla “Questione donna” intesa come questione aperta, che non si può ridurre alla contrapposizione fra uomo e donna, è sorta dalla constatazione che il XXI secolo si è annunciato come il secolo della trasformazione nei vari paesi e nei vari settori. La trasformazione in atto esige sempre più l’instaurazione di nuovi dispositivi nella famiglia, nell’impresa e nella politica.  

  • Nel libro In direzione della cifra. La scienza della parola, la clinica, l’impresa (Spirali) Sergio Dalla Val racconta l’itinerario straordinario della sua formazione d’intellettuale e di psicanalista, intrapreso, circa quarant’anni fa, insieme allo scienziato e scrittore Armando Verdiglione. Fin dal suo avvio, l’itinerario procede nell’intersezione di ricerca e impresa, dissipando con ciò l’idea che per cimentarsi, intraprendere e scrivere occorra prima risolvere le questioni personali: la ricerca senza l’impresa comporta attesa, rimando o, peggio, inconcludenza.

  • Per introdurre questo tavolo di lavoro (Restituire l’Emilia in qualità, 25 ottobre 2013, Villa Cavazza, Bomporto), rivolgo a ciascuno una preghiera: nessuno si senta attaccato, escluso o messo in secondo piano, nessuno si senta vittima o si aspetti riconoscimenti per ciò che ha fatto in questi 17 mesi. Non è il momento. Sta a ciascuno dare un contributo, soprattutto di lucidità e intelligenza, come ha fatto nei primi mesi, quando si trattava di prestare soccorso alla popolazione e di mettere in sicurezza gli edifici pericolanti. L’emergenza oggi è nell’assenza di risorse economiche

  • Ognuno, non ciascuno, scommette a ragion veduta. E proprio perché vede, scommette sul probabile. È una scommessa che si rappresenta il bene, lo auspica, lo favorisce. E chi non scommette sul bene, il bene come economia del male? Anche chi scommette per perdere, come accade, scommette per il bene. Su un cavallo? Su un partner? Sul business del momento? È sempre una scommessa sulla padronanza, che afferma un dominio, è la scommessa del padrone sul servo presunto padroneggiare un sapere, quindi presunto vincere. Lo dimostra Socrate: cosa c’è di più probabile, cosa si può

  • La narrazione e il racconto sono costitutivi del viaggio. Anche la ricerca è presa nella narrazione, anche il fare. Ciascuno ha la chance di trovarsi in un viaggio narrativo che non gli è proprio. Il conto, il calcolo e il racconto appartengono alla narrazione, con cui il viaggio man mano si scrive. Non a caso Giambattista Basile (1575-1632) intitola la sua raccolta di cinquanta fiabe Lo cunto de li cunti, il racconto dei racconti. Il racconto ha a che fare con il conto. Ciascuno raccontando conta, conta rispetto al progetto e al programma. Nella scrittura di

  • Sono felice e onorata di ospitare a Modena il dibattito con Serge Gavronsky “Words are my life”. La psicanalisi, l’impresa, la scrittura (Corte dei Melograni, 17 luglio 2013). Il mio primo incontro con l’Autore risale al 1993, quando l’editore Spirali mi affidò la traduzione del suo romanzo Il nome del padre, il cui protagonista, un ragazzo di dieci anni, durante una gita con la famiglia, si getta da un dirupo di Les Beaux de Provence. Già nelle prime pagine, trovai la complessità di un testo di grande spessore intellettuale e la semplicità di un romanzo che si legge come

  • Non mi riconosco negli interventi di Sergio Dalla Val e Anna Spadafora, non mi riconosco in nient’altro che non sia ciò che sto scrivendo adesso. Ma è meraviglioso incontrare lettori che, come loro, con la loro analisi straordinaria, hanno inventato lo scrittore, mi hanno inventato.

    Se volessi aggiungere qualcosa alla loro lettura, potrei parlare del ritmo. Quando scrivo, ascolto. E dopo avere scritto, ascolto. E, se correggo ripetutamente, è per trovare il ritmo in ciò che scrivo. Per me, c’è un’imprevedibilità nella successione del testo, ma c’è