Psicanalisi

  • Ognuno crede che ci sia la propria strada e che occorra trovarla e seguirla, evitando di mettersi sulla cattiva strada. Così la strada sarebbe preassegnata, sarebbe la strada del ritorno all’origine. Una strada fatta apposta per l’uomo, che diventa l’uomo della strada, il portatore della verità condivisa e condivisibile. Il suo ideale sarebbe di avere la strada spianata, la via della facilità assicurata dalle coperture e dalle relazioni sociali, la strada della nobile menzogna. Questa strada spianata diventa la linea, la superficie piana, senza gli strati che già nell’etimo la

  • Disagio e salute sono questioni estremamente importanti e costituiscono, sin dal 1973, un tema centrale nell’elaborazione e nella pratica clinica dell’Associazione cifrematica internazionale.

    Oggi più che mai, come avvenne forse anche negli anni settanta, la questione del disagio riguarda ciascuno strato della società e ciascun ambito professionale, non è esclusiva di un ceto o di una categoria in particolare.

    L’attuale contesto economico e sociale mette in rilievo la radicalità del disagio e la difficoltà. Allo stesso tempo mostra come sia fuorviante ogni tentativo di

  • Ascoltando le testimonianze delle donne imprenditrici a questo convegno (Il terremoto: dalla resilienza alla riuscita, Medolla (MO), 8 aprile 2013), constatiamo che chi si trova nel rischio assoluto, come l’imprenditore, affronta in modo differente anche il terremoto: chi si avventura in mare non si aspetta che la nave possa rimanere sempre sulla cresta dell’onda. Pur non potendo negare la paura che da un momento all’altro arrivi la tempesta, il capitano di una nave, come il capitano che ciascuno di noi deve divenire per la propria vita, non si metterebbe in viaggio se pensasse ai

  • Come si scrive la felicità? E dove? In un istante, come crede Francesco Alberoni, (“La felicità è sempre e soltanto un istante. La felicità non è una cosa che dura”)? Sta nella conoscenza, come in Aristotele, o nella conoscenza e nell’amore dei propri limiti, come in Romain Rolland (“La felicità sta nel conoscere i propri limiti e amarli”)? O nel desiderare ciò che si ha, anziché nell’avere ciò che si desidera, come nel noto aforisma di Oscar Wilde? O si scrive in modo circolare, come vorrebbe Wolfgang Goethe: “L’uomo più felice è quello che è in grado di collegare la

  • "E fai pressione sull’organo femminile principale”, consiglia don Giovanni al frate innamorato, per affrontare il primo incontro con Anna, nella pièce di Anatolij Krym Il testamento del donnaiolo illibato (Spirali), la cui pubblicazione ci dà occasione per questo incontro (La scrittura della felicità, Modena, 15 novembre 2012). “Beh, quel loro organo principale le donne lo tengono nascosto sotto gli abiti, e indossano una decina di sottane orlate di merletti”, si schermisce il frate. “Imbecille!”, tuona don Giovanni, “L’organo femminile principale è l’orecchio! Su questo

  • Nulla è immobile, fisso, stabilito, fatto, detto, scritto. Ciascuna cosa, ciascuna impresa, ciascuno di noi si trova in viaggio, un viaggio senza origine, senza ritorno, senza fine. Viaggio nella parola, viaggio delle cose nella parola, viaggio di ciascuno di noi nella parola. Nulla di stabilito: stabile, dal latino stabilis, poi stabilum, stalla, poi stabilimento. Altra cosa la fabbrica, l’assenza di luogo dell’industria; altra cosa l’azienda, l’assenza di luogo dell’azione. Nel viaggio della parola nulla è detto: “Lui ha detto così” vale, idealmente, a sospendere la

  • Nonostante abbia avuto e abbia tuttora un ruolo di primo piano nella Società mondiale di psichiatria e sia stato presidente e vicepresidente della Società tedesca di psichiatria, psicoterapia e neurologia, lei è noto per le sue opinioni divergenti rispetto alla psichiatria tradizionale, come quella intorno alla schizofrenia, di cui parla nei suoi libri…

    Molti psichiatri cercano ancora l’origine somatica della schizofrenia, anche se, in centocinquant’anni di ricerca, non hanno trovato nulla, anzi, i neurologi hanno confermato che solo chi

  • Ognuno immagina che la tentazione sia diabolica perché offrirebbe la sostanza per la riuscita facile. “Questo mi tenta”, oppure “Suvvia, non tentarmi”: così, la sostanza crea il soggetto tentato, che saprebbe o no difendersi dalla tentazione. Soggetto eroe, che resiste, che vive nel principio di ragione sufficiente e del minimo male necessario. Un soggetto, in definitiva, dappoco, come scrive Mark Twain nel saggio Seguendo l’equatore: “Ci sono parecchie difese valide dalla tentazione, ma la più sicura è la viltà”. Di tutt’altra natura la tentazione senza resistenze e difese, la

  • La casa, l’azienda, la scuola, il municipio, la chiesa: edifici in cui nasce, cresce, vive la città. Dopo il terremoto del 20 e 29 maggio in Emilia, questi edifici non possono più essere considerati punti fermi. Sono in viaggio, come ciascuno di noi, hanno bisogno di essere ascoltati, nelle loro crepe, nelle loro debolezze, nei loro sforzi dovuti all’eccessivo carico, hanno bisogno di attenzione e di cura come mai era avvenuto prima. 

  • Responsabilità, capacità, efficacia sono significanti che sembrano completamente spariti dallo scenario civile, culturale, economico e finanziario. Nell’irresponsabilità e nell’incapacità di ognuno, a dettare legge e a stabilire l’etica sembrano rimasti la crisi, i mercati, la speculazione, come se fossero personificazioni, soggetti agenti, forze oscure, quasi divinità ineluttabili. Gli stessi fenomeni meteorologici vengono nominati e personificati: l’aumento della temperatura è chiamato Caronte, poi Minosse. Siamo tornati ai tempi dell’antica Roma, in cui, anziché “piove”, si diceva “